La pandemia da Coronavirus sta costringendo la popolazione a rimanere a casa in quarantena, potendosi spostare solo per reali motivi di necessità come la salute e il lavoro. Di conseguenza, cambiano anche le abitudini quotidiane e gli stili di vita che si ripercuotono sull’economia. Sotto questo punto di vista, si registra un aumento delle vendite della Grande Distribuzione Organizzata con un aumento pari al 16,4% in più rispetto ad un anno fa.
Per Grande Distribuzione Organizzata (GDO) si intende il moderno sistema di vendita a dettaglio caratterizzato principalmente dalle catene di supermercati. Tali catene vengono raggruppate sotto il profilo di grandi superfici e sono organizzate in punti vendita gestiti a libero servizio.
In aumento la vendita di prodotti a lunga conservazione e i farmaci
Analizzati i trend di crescita dei canali distributivi, entrando nel dettaglio dei prodotti maggiormente acquistati, si nota di come gli italiani preferiscono o meglio, sono costretti a fare, una spesa più consistente e ridotte ad una frequenza minore nell’arco della settimana. Le categorie maggiormente acquistate sono:
- farina (+185,3%);
- burro (+71,9%);
- uova di gallina (+59,6%);
- conserve rosse (+82,2%);
- pasta (+65,3%);
- latte UHT (+62,2%);
- conserve animali (+56,0%);
- surgelati (+48,0%);
- caffè macinato (+26,2%);
- acqua in bottiglia (+20,1%).
Parallelamente il comparto alimentare rimane fondamentale anche il settore farmaceutico, relativo la prevenzione e salute.
I prodotti maggiormente venduti sono:
- guanti (+362,5%);
- salviette umidificate (+196%);
- alcol denaturato (+169,2%);
- termometri (+115,9%);
- sapone per le mani, liquido e solido (+100,3%);
- candeggina (+99,9%);
- carta casa (+52,4%);
- detergenti superfici (+49,7%);
- carta igienica (+43,3%).
Calano inevitabilmente le vendite di tutto ciò che è legato all’estetica.
Vendita a dettaglio: il Sud registra gli incrementi più alti
Nel settore della Grande Distribuzione Organizzata, il comparto del Sud Italia registra una maggiore incidenza di vendita pari ad un aumento del 28,4%. A seguire, troviamo il Centro Italia con un incremento del 16,8% e per finire il Nord Ovest con un aumento del 10,1%.
Gli effetti del Coronavirus, però, influenza le abitudini di acquisto non soltanto per quanto riguarda i negozi fisici. Infatti, vista la difficoltà di uscire di casa, sempre più italiani preferiscono acquistare nei negozi online. Tali vendite nel settore di prodotti di largo consumo sono aumentate del’97,2%.
Il flusso delle vendite rappresenta appieno il comportamento che i cittadini assumono in modo proporzionale alla paura e alla prevenzione nei confronti dell’emergenza sanitaria. Basti vedere che, in relazione all’annuncio del decreto dell’8 marzo, si è registrato un flusso crescente di vendite a ridosso di tale giorno, in particolare della domenica successivo all’annuncio delle nuove misure restrittive.
Spesa nei tempi del Coronavirus: gli italiani preferiscono acquistare i Liberi Servizi
In base ai trend distributivi, gli italiani stanno acquistando maggiormente nei Liberi Servizi che registrano un incremento delle vendite pari al 46,3%. A seguire, ci sono i Supermercati con un incremento del 30,4% e i Discount con un aumento del 22,5%.
Molto più bassa è la vendita per gli Specialisti Drug che registrano un calo del 18,9% e gli Ipermercati con un flusso negativo del 3,7%.
Come anticipato prima, il trend maggiore rimane e continuerà a migliorare proprio quello del canale online che è aumentato per un valore pari all’97,2%.
In base a questi trend, sembra essere penalizzato il Cash & Carry che è l’unico a registrare un flusso negativo pari al 44,7%.
Il settore turistico è tra i principali a subire le conseguenze della pandemia e si riflette anche nei trend economici, registrando un calo che è destinato a diminuire maggiormente.











