Negli ultimi anni si è verificato un aumento dell’incidenza delle forme di meningite da emofilo e pneumococco. Gli ultimi dati risalgono al 2022 quando si sono riscontrati 1026 casi di meningite pneumococcica rispetto ai 501 del 2021. L’incremento è stato associato alla fine delle restrizioni applicate per il Covid 19 nel biennio 2020-2021 nonostante la contagiosità della meningite sia bassa.
I casi di emofilo segnalati nel 2022 sono stati 188 (68 nel 2021). L’agente batterico più temuto della meningite infettiva è il meningococco con i sierogruppi B e C (esistono i vaccini). Il contagio avviene stando a stretto contatto con la persona malata e per un periodo di tempo prolungato.
I sintomi della meningite: attenzione ai contagi tra bambini
La meningite può colpire ogni persona indipendentemente dall’età ma i contagi si rilevano più frequentemente tra i neonati e i bimbi nei primi anni di vita oppure nei soggetti con un sistema immunitario indebolito (anziani e malati). Tra i sintomi associati alla meningite segnaliamo l’irrigidimento della parete del collo, la febbre alta, il mal di testa. Altri segnali sono le convulsioni, la nausea, il vomito e la sonnolenza. Nei neonati si può notare anche un rigonfiamento nella fontanella anteriore.
Nella fase iniziale, poi, è possibile che i sintomi non si manifestino con evidenza soprattutto nei bambini più piccoli. Bisogna prestare attenzione, dunque, ad un’eccessiva stanchezza associata a febbre, scarso appetito e irritabilità. Una diagnosi corretta è fondamentale per iniziare la terapia in tempo ed evitare tragiche conseguenze. Non sono rari i casi di morte per meningite a causa di una diagnosi sbagliata.











