È una innovazione destinata a rivoluzionare il nostro stile di guida: parliamo dell’auto a guida autonoma. Sono in forte espansione gli investimenti dell’industria automobilistica in questa tecnologia futuristica (ma non troppo).
Proprio in questi giorni la casa automobilistica tedesca Volkswagen e il gruppo connazionale Bosch – altrettanto celebre produttore di elettrodomestici e di componenti per auto – hanno comunicato di aver dato vita a una partnership nel campo della guida automatizzata.
Lo scopo della nuova alleanza – concordato da VW attraverso la consociata Cariad, che può contare su 4.500 ingegneri e sviluppatori di software in tutto il mondo – è implementare, a partire dal 2023, alcune cosiddette funzioni di livello 2, vale a dire quelle funzionalità che permettono al guidatore di levare le mani dal volante. È quanto offre già Tesla con la sua funzione “pilota automatico”, la quale però ancora richiede l’attenzione del guidatore che deve essere pronto a riprendere il controllo della vettura in qualsiasi momento.
Il futuro del settore auto
“La guida automatizzata è la chiave per il futuro del nostro settore – ha dichiarato Dirk Hilgenberg, Ceo di Cariad – e con la nostra cooperazione, rafforzeremo la reputazione di innovazione della Germania. Bosch e Cariad rafforzeranno ulteriormente la loro esperienza nello sviluppo di tecnologie pionieristiche. Questo sottolinea la nostra ambizione di fornire le migliori soluzioni possibili a i nostri clienti il prima possibile”.
Le due società non hanno fornito dettagli sull’importo degli investimenti né sulla durata della cooperazione che si concentrerà soprattutto sullo sviluppo della parte software. Il gruppo numero due dell’industria automobilistica mondiale aveva già preventivato un investimento in software pari a 30 miliardi di euro da qui il 2025.
Negli ultimi mesi si sono moltiplicati gli annunci di partnership delle case automobilistiche coi grandi nomi del tech industry per pubblicizzare gli avanzamenti nel campo della guida autonoma. Oltre che per accrescere la propria quotazione nel mercato azionario. Questo spiega perché diversi di questi accordi siano “siano a geometria variabile e a volte cadano nel dimenticatoio dopo pochi mesi”, spiega a Le Figaro un esperto del settore.
Anche Stellantis è della partita
Il gruppo franco-italiano Stellantis, consociato con BMW per lo sviluppo della guida autonoma, è partner di Waymo, la filiale di Alphabet (Google) all’avanguardia nei taxi robotizzati. La sua piattaforma STLA Brain, in distribuzione entro il 2024, consentirà la guida autonoma di livello 2 e poi di livello 3 (dove la guida è delegata alla vettura e il conducente può fare qualcos’altro). General Motors punta invece sulla sua controllata Cruise per mettere sul mercato le sue auto a guida autonoma a metà del decennio. In lizza ci sono anche i maggiori produttori cinesi e coreani.
Anche Foxconn, Amazon e Apple hanno preso parte a diverse partnership. Ma l’expertise di questi gruppi è generalmente limitata alle applicazioni software per la guida, senza essere in grado di sostituire quella – al cuore della tecnologia della guida autonoma – degli assemblatori e dei produttori di componenti elettronici.
Bosch, come del resto i suoi concorrenti, lavora da anni sui sistemi e sulle funzioni di assistenza alla guida. Lo scorso settembre, al Salone di Monaco, Bosch e Valeo hanno presentato il loro avanzatissimo Automated Valet Parking: un sistema automatizzato consentirà di parcheggiare l’auto gestendola da remoto, anche da smartphone, e senza alcun bisogno di supervisione.
Sempre a Monaco di Baviera, la francese Valeo ha annunciato di aver messo su strada i primi modelli equipaggiati col livello di autonomia 3: Honda Legend e Mercedes Classe S in grado di viaggiare senza l’intervento del guidatore.
Marc Vrecko, responsabile dell’attività di assistenza alla guida di Valeo, prevede che entro il 2030 il 90% dei nuovi veicoli sarà dotato di qualche sistema di assistenza alla guida.
L’auto autonoma promette una guida più comoda e maggiore sicurezza a bordo grazie a sensori ultrasofisticati e a Lidar (la tecnica di telerilevamento laser). È facile prevedere che saranno questi gli argomenti su cui farà leva il marketing per suscitare negli automobilisti il desiderio di acquistare auto nuove.











