BCE, mutui più cari ma l’inflazione cala

La Bce ha deciso di aumentare i tassi d'interesse di mezzo punto a febbraio e di altro mezzo punto a marzo

Nuova “stangata” nel pomeriggio dalla Bce. La Banca centrale Europea ha deciso di rialzare i tassi d’interesse di mezzo punto percentuale per combattere l’inflazione. Inoltre, la Presidente della Bce Christine Lagarde ha annunciato un ulteriore innalzamento dello 0,50% per il mese di marzo.

Secondo la BCE, con sede a Francoforte, l’attività economica sarebbe rallentata e non ci sarebbero speranze di recupero immediato. Nonostante il timido innalzamento dello 0,1% di crescita registrato nel quarto trimestre del 2022, il recupero è molto lento.

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La misura decisa oggi avrà effetto a partire dall’8 di febbraio e farà aumentare i rifinanziamenti principali (mutui, ad esempio) al 3%; è il tasso più alto riscontrato dal 2008. La decisione, peraltro attesa dal mercato, si somma ai 5 rialzi consecutivi nel corso del 2022. Basta pensare che a gennaio del 2022 il famoso “euribor” (su cui ogni istituto fissa il proprio spread) si attestava a 1,230%, mentre ora sfiorerà il 3%.

Stante le dichiarazioni di Lagarde, la decisione è stata raggiunta con un consenso molto ampio. Lo scopo è quello di combattere l’inflazione che flagella l’Europa. In Italia siamo al 10,1% anno su anno. Nonostante sia stato registrato un rallentamento, l’8,5% registrato a gennaio (rispetto al 9,2% di dicembre 2022) è molto lontano dal 2% che perseguita Francoforte.

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Le Borse reagiscono bene. Milano sale dell’1,2%, Parigi dell’1,3%, Madrid dell’1,5% e Francoforte del 2,1%.

Nel frattempo, coloro che hanno un mutuo a tasso variabile (intorno all’87% degli utenti) hanno visto incrementare di brutto la propria rata.

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