Bitcoin e Ripple: maturità finanziaria e grandi investitori pronti a capitalizzare

Conviene avere criptovalute nello smartphone rispetto a titoli o obbligazioni immobili in banca

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Sono sicuramente i millennials quelli che si sono affacciati principalmente ai Bitcoin ed alle criptovalute più in generale. Si dimostrano più aperti a questa nuova economia rispetto alla generazione X che resta maggiormente diffidente. Blockchain Capital ha pubblicato una ricerca ad inizio anno nella quale riporta che su duemila millennials intervistati negli States, l’80% preferisce utilizzare wallet bitcoin piuttosto che aprire un conto corrente in banca ed il 30% preferisce i Bitcoin ai titoli di stato. L’idea prevalentemente diffusa è quella che convenga maggiormente avere criptovalute nello smartphone rispetto a titoli o obbligazioni immobili in banca perché ritenuti più fruttuosi.

L’analisi dell’andamento delle criptovalute in base alla volatilità dei prezzi sta dimostrando il raggiungimento della maturità finanziaria dei Bitcoin, in quanto analizzando la loro evoluzione in un periodo di sei mesi si denota una multifrattalità nelle funzioni di rendimento del Bitcoin, quindi pare che tali oscillazioni siano ripetute più o meno allo stesso modo in un dato arco temporale. Tali fluttuazioni di rendimento sono in linea con quelle di mercati più antichi e solidi come quello del petrolio o del dollaro.

È pertanto possibile asserire che ci troviamo davanti ad una maturità finanziaria del mercato Bitcoin. Ma non solo i Bitcoin hanno raggiunto la suddetta maturità finanziaria, anche il progetto Ripple sta lentamente affermandosi sul mercato, grazie all’inserimento da parte di un numero sempre maggiore di banche giapponesi statunitensi, come la PNC Bank, oltre alla National Commercial Bank dell’Arabia Saudita, che hanno deciso di adottarlo per potenziare i sistemi interbancari transfrontalieri. La fiducia delle banche ha portato il valore della criptovaluta XRP a fine settembre scorso sopra i 50 centesimi di dollaro, superando il +40% in appena due giorni ed Ethereum con la messa appunto del sistema sharding per risolvere la scalabilità sulla blockchain a causa del numero limitato di transazioni acconsentite. La nuova tecnica di sharding ha permesso alla catena di blocchi di essere suddivisa in più piccole parti in modo da autorizzare solo pochi nodi a validare le transazioni senza aspettare che lo eseguano tutti i nodi della rete.

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Da questo momento di maturità in poi i grandi investitori cominceranno ad affacciarsi al mondo delle criptovalute, uscendo dal ruolo di meri osservatori che hanno sempre ricoperto fino ad ora ed interessandosi ad una realtà che era stata esclusivamente interesse per i piccoli risparmiatori.

Pare dunque che questo sia il momento migliore per comprare Bitcoin e sembra oltre a ciò che il foreign exchange market, ovvero il più vasto mercato mondiale per quanto riguarda il valore delle transazioni, che comprende scambi tra banche centrali, società multinazionali, altri mercati economici ed istituzioni, sia alle prese con un nascente concreto e temibile competitor molto più accattivante, fresco e basato su punti cardine quali decentralizzazione, trasparenza, sicurezza e immutabilità.

Ufficio stampa: Criptomag – Il primo sito italiano su bitcoin e criptovalute

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