Secondo alcune analisi, le pensioni nel 2021 non subiranno nessun aumento sostanziale. Forse, a causa di somme non erogate nel 2020, ci potrebbe essere solo un breve aumento di 10 o 15 euro. Ad incidere così negativamente sugli assegni da gennaio è l’inflazione con la crisi economica scatenata dal Covid-19. Il tasso previsto per il 2021 è dello 0%, il tasso effettivo registrato nel 2020 invece è dello 0,5%.
Alcune norme contributive che salvano gli assegni delle pensioni
Quando le pensioni sono a rischio a causa di crisi economiche, Pil e inflazione negativa, scattano alcune norme contributive. Sulla Verità, il Presidente del centro studi Itinerari Previdenziali spiega alcuni automatismi. Riguardo al montante contributivo (capitale che il lavoratore ha accumulato nel corso degli anni lavorativi) viene neutralizzata la riduzione grazie all’articolo 5 del decreto 65 del 2015. Nel comma 2, di tale articolo sono inserite le cifre di copertura degli oneri derivanti dal comma 1, con cifre stabilite fino all’anno 2024 con due sotto punti (A e B) da analizzare.
Alla copertura degli oneri derivanti dal comma 1, valutati in 1,1 milioni di euro per l’anno 2015, 2,2 milioni di euro per l’anno
2016, 2,0 milioni di euro per l’anno 2017, 1,7 milioni di euro per l’anno 2018, 1,5 milioni di euro per l’anno 2019, 1,2 milioni di euro per l’anno 2020, 1 milione di euro per l’anno 2021, 0,7 milioni di euro per l’anno 2022, 0,5 milioni di euro per l’anno 2023 e 0,2 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2024 si provvede.
Nuovi pensionati 2021 e 2022: qualche aggiornamento sull’età minima
Vediamo adesso alcune novità che riguardano i nuovi pensionati, ovvero chi lascerà il mondo del lavoro nei prossimi anni. L’età minima richiesta per la pensione di vecchiaia è 67 anni più 20 anni di contributi minimi richiesti. Questa soglia rimarrà stabile nel 2021 e nel 2022 nonostante l’approvazione della Legge di Bilancio 2021.
Anche per le donne, l’età di uscita dal lavoro è fissata a 67 anni, sono alcuni parametri a creare questa situazione di stasi: andamento invariato delle speranze di vita ed alcuni dati macroeconomici legati sia alla riforma Fornero che all’introduzione di Quota 100.










