Oltre l’80% degli aventi diritto ha già presentato domanda per il bonus di 600 euro all’Inps. L’accredito, se effettuato su conto corrente, utilizzerà la nuova procedura che non richiede la validazione della titolarità del conto corrente da parte dell’istituto di credito, in quanto la verifica viene fatta direttamente da Inps accedendo a un data base condiviso con le banche.
Bonus 600 euro Inps: quattro milioni di domande
Sono quasi quattro milioni le domande per l’indennità da 600 euro inviate all’Inps da tutte le categorie di beneficiari, cioè partite Iva e collaboratori iscritti alla gestione separata, artigiani, commercianti e coltivatori diretti iscritti alla gestione degli autonomi, e poi i lavoratori del settore turistico e di quello dello spettacolo e gli operai agricoli.
Tenuto conto che, in fase di elaborazione del decreto legge cura Italia, la platea di riferimento è stata valutata in 4,853 milioni di persone, oltre l’80% degli aventi diritto si sarebbe già fatto avanti.
L’istituto di previdenza, nemmeno su precisa richiesta, ha fornito i dati delle richieste ricevute suddivise per tipologie di beneficiari, al pari delle eventuali domande respinte.
In un comunicato stampa ha invece sottolineato che «la regolare ricezione di un numero così imponente di domande di prestazioni (ne sono arrivate in media quasi 450mila al giorno) è frutto dello straordinario e ininterrotto impegno di tutti i lavoratori dell’Inps e in particolare dell’area informatica e del suo responsabile. Le critiche e gli attacchi strumentali e non disinteressati verso l’Istituto si infrangono miseramente sulla realtà del fatto che il decreto legge cura Italia porta la data del 17 marzo 2020. Ma oltre agli sforzi di natura tecnologica e organizzativa l’Istituto si sta impegnando per la semplificazione e la riduzione degli adempimenti a carico di cittadini e imprese. L’Inps forte della sua lunga storia conferma il suo totale impegno a svolgere i compiti affidati per il bene della collettività».
Pagamenti a partire dal 15 aprile
La notizia positiva è che l’istituto conta di pagare il 15 aprile la stragrande maggioranza delle indennità, come era stato annunciato all’inizio dell’operazione. Difficile ridurre ulteriormente i tempi, tenuto conto delle festività di questi giorni. L’accredito, se effettuato su conto corrente, utilizzerà la nuova procedura, operativa da ieri, che non richiede la validazione della titolarità del conto corrente da parte dell’istituto di credito, in quanto la verifica viene fatta direttamente da Inps accedendo a un data base condiviso con le banche.
A fronte delle 3.991.554 domande già arrivate, il flusso comunque continua ancora, come confermano due tra i principali patronati, Inas-Cisl e Inca-Cgil a cui ancora in questi giorni si stanno rivolgendo numerosi lavoratori anche per ricevere indicazioni sul possesso o meno dei requisiti richiesti e se e quale tipologia di richiesta presentare.
Il sito internet dell’istituto dopo il blocco e i problemi di privacy registrati all’attivazione del canale per le indennità ora funziona, anche se di tanto in tanto con qualche rallentamento che spinge gli operatori magari a modificare gli orari di inserimento delle richieste privilegiando le fasce meno trafficate.
Malumore per il mancato coinvolgimento della categoria è stato espresso ieri dalle sigle sindacali dei commercialisti per i quali, al pari dei consulenti del lavoro, era stata prospettata la possibilità di presentare le domande per conto dei lavoratori. Un annuncio che poi non si è tradotto in fatti, lasciando solo due canali per l’invio delle richieste: utilizzo del sito o del call center dell’Inps oppure l’intermediazione dei patronati.










