Bonus 600 euro lavoratori autonomi: come richiederlo a chi spetta

Sono pronti i 600 euro di bonus per i lavoratori autonomi. L’indennità, prevista dal decreto Cura Italia, prevede l’erogazione di un contributo una tantum per il mese di marzo per il blocco delle attività in conseguenza dell’emergenza sanitaria.

Il Decreto Cura Italia ha introdotto, tra le altre misure, alcune indennità di sostegno in favore dei lavoratori le cui attività hanno risentito di un rallentamento o subito una battuta d’arresto a causa dell’emergenza epidemiologica dovuta al Covid-19.

L’Istituto Nazionale Previdenza Sociale sta cercando di adeguarsi in tempi brevissimi a quanto emanato nel decreto, al fine di garantire informazioni ai cittadini.

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In particolare, si prevedono cinque indennità per il mese di marzo 2020 a favore di particolari categorie di lavoratori autonomi, parasubordinati e subordinati. Si tratta di indennità previste per il mese di marzo 2020 dell’importo pari ad € 600, non soggette ad imposizione fiscale.

Una tantum di 600 euro erogato dall’INPS: i beneficiari

I beneficiari sono:

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  • I liberi professionisti e collaboratori coordinati e continuativi con partita IVA attiva alla data del 23 febbraio 2020 compresi i partecipanti agli studi associati o società semplici con attività di lavoro autonomo di cui all’articolo 53, comma 1, del T.U.I.R., iscritti alla Gestione separata dell’INPS, i collaboratori coordinati e continuativi con rapporto attivo alla predetta data del 23 febbraio 2020 e iscritti alla Gestione separata dell’INPS. Essi non devono essere titolari di un trattamento pensionistico diretto e non devono avere altre forme di previdenza obbligatoria.
  • I lavoratori autonomi iscritti alle gestioni speciali dell’Assicurazione generale obbligatoria che non devono essere titolari di un trattamento pensionistico diretto e non devono avere altre forme di previdenza obbligatoria ad esclusione della Gestione separata INPS.
  • I lavoratori stagionali dei settori del turismo e degli stabilimenti termali che abbiano cessato il rapporto di lavoro nell’arco temporale che va dal 1° gennaio 2019 alla data del 17 marzo 2020. Essi non devono essere titolari di un trattamento pensionistico diretto e non devono essere titolari di rapporto di lavoro dipendente alla data del 17 marzo 2020.
  • Gli operai agricoli a tempo determinato e le altre categorie di lavoratori iscritti negli elenchi annuali purché possano fare valere nell’anno 2019 almeno 50 giornate di effettivo lavoro agricolo dipendente e non siano titolari di pensione.
  • I lavoratori dello spettacolo iscritti al Fondo pensioni dello spettacolo, che abbiano almeno 30 contributi giornalieri versati nell’anno 2019 al medesimo Fondo, che abbiano prodotto nel medesimo anno un reddito non superiore a 50.000 euro e non devono essere titolari di un trattamento pensionistico diretto né di rapporto di lavoro dipendente alla data del 17 marzo 2020.

Bonus 600 euro: gli esclusi al trattamento

Le indennità di cui sopra non sono tra esse cumulabili e non sono riconosciute ai percettori di reddito di cittadinanza.

Non potranno beneficiare della misura a sostegno del reddito pari a 600 euro le attività che sono state identificate come essenziali nel DPCM del 11 marzo 2020, quali, fra le altre, le farmacie, parafarmacie, punti vendita di generi alimentari di prima necessità, edicole, ecc.

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Da tale indennità sono esclusi i liberi professionisti iscritti nelle apposite case di previdenza private diverse dall’Inps.

Modalità per fare richiesta del bonus

I lavoratori, potenziali destinatari delle suddette indennità, al fine di ricevere la prestazione di interesse, dovranno presentare in via telematica all’INPS la domanda utilizzando i consueti canali telematici messi a disposizione per i cittadini e per i patronati nel sito internet dell’Inps, www.inps.it.
Le domande saranno rese disponibili, entro la fine del corrente mese di marzo, dopo l’adeguamento delle procedure informatiche da parte dell’Istituto stesso. Qui trovi la procedura e la richiesta del Pin.

Il Decreto Cura Italia prevede anche altre misure

A causa della pandemia esistono altre misure previste dal Decreto Cura Italia a tutela dei lavoratori autonomi che hanno subito delle perdite a causa dell’emergenza.

Le misure previste, oltre al bonus di 600 euro, sono il blocco dei mutui e dei leasing fino al 30 settembre 2020 per le piccole e medie imprese e un credito d’imposta in misura pari al 60 per cento del canone di locazione del mese di marzo (ma sarà esteso anche ad aprile) se l’immobile è di categoria catastale C/1 ed è utilizzato per l’attività d’impresa.

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