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Bonus affitto per la riduzione del canone: come fare la domanda

In questo articolo proponiamo un piccolo tutorial per fare correttamente la domanda del bonus affitto per la riduzione del canone. Per richiedere il fondo perduto dobbiamo necessariamente fare riferimento al sito dell’Agenzia delle entrate. Ricordiamo come gli interessati hanno tempo fino al prossimo 6 settembre. Questa opportunità è destinata, ovviamente, ai proprietari di immobili a uso abitativo. Questi potranno chiedere un contributo a fondo perduto fino a un massimo di 1.200 euro in caso di rinegoziazione e diminuzione.

La domanda sul sito dell’Agenzia delle entrate

A venirci incontro è il sito Informazionefiscale.it, che ha preparato dei preziosi step per effettuare correttamente la domanda per l’ottenimento del bonus affitto riguardante la riduzione del canone di immobili a uso abitativo e che riassumiamo qui di seguito. Iniziamo col collegarci sul sito dell’Agenzia delle entrate. Accediamo alla nostra area personale del portale istituzionale. Una volta fatto ciò, clicchiamo sulla voce del menù presente a destra denominato “Area riservata” che possiamo notare facilmente, in quanto la sua icona è un lucchetto. Per autenticarci possiamo utilizzare una serie di tipologie di credenziali:

  • – SPID Sistema Pubblico dell’Identità Digitale;
  • – CIE Carta di Identità Elettronica;
  • – Entratel /Fisconline;
  • – Carta Nazionale dei Servizi (CNS).

I servizi disponibili

Dopo aver confermato la tipologia di utenza con cui abbiamo intenzione di agire sul portale, possiamo avere accesso a differenti servizi disponibili. La procedura di domanda per di accesso al bonus affitto per la riduzione del canone la troveremo nella sezione “agevolazioni”. Prima di iniziare la procedura per l’istanza, è bene indicare se l’agevolazione (corrispondente fino a un massimo di 1.200 euro) viene richiesta per se stessi o se la si inoltra nella qualità di tutore. Una volta che avremo indicata la scelta accederemo all’area web dedicata al bonus affitto 2021 per la rinegoziazione del canone.

Per procedere bisognerà cliccare sulla voce “compila e invia l’istanza per il contributo”. Una volta aperta la procedura di domanda il sistema proporrà la lista dei contratti di locazione di immobili a uso abitativo, che sarà a noi visibile tramite un menù a tendina. Si tratta di contratti per cui il richiedente risulta essere locatore al 29 ottobre 2020. Possiamo dunque selezionare i contratti con i requisiti previsti e oggetto di rinegoziazione del canone per l’anno 2021. Al riguardo è utile sapere che tale rinegoziazione ha le seguenti caratteristiche:

  • – È con decorrenza pari o successiva al 25 dicembre 2020;
  • – Dovrà essere accordata entrao il prossimo 31 dicembre.

Il modulo di domanda

Dopo che avremo selezionato il contratto, noteremo il modulo di domanda già precompilato nella parte riguardante i “Dati del contratto di locazione registrato” del quadro A. Dovremo in seguito barrare la casella con cui dichiareremo di possedere dei requisiti utili alla richiesta del controbuto a fondo perduto:

  • – L’immobile oggetto della locazione è ubicato in un comune ad alta tensione abitativa;
  • – Costrituisce l’abitazione principale del conduttore.

Nel caso in cui avessimo già comunicato la rinegoziazione del canone di locazione, troveremo già precompilata anche la seconda sezione riguardante i “Dati della rinegoziazione già comunicata alla data di presentazione dell’istanza”.

I consigli di Agenzia delle entrate

Lo scorso 5 luglio l’Agenzia delle entrate ha pubblicato una guida in cui è possibile leggere: “Se gli estremi di registrazione indicati non individuano un contratto valido o se, una volta selezionato un contratto, i dati riportati nei campi delle sezioni I e II risultano errati in quanto non corrispondenti agli accordi di locazione, il richiedente può rivolgersi ai canali di “Assistenza fiscale” dell’Agenzia per una verifica della situazione, a valle della quale potrà essere invitato a richiedere la rettifica dei dati registrati presso gli uffici dell’Agenzia delle entrate, prima di poter procedere alla presentazione dell’istanza”.

Nel caso in cui però dovessimo agire per una rinegoziazione, ma non fossimo ancora passati all’azione, dovremo compilare la sezione “Dati della rinegoaziazione programmata” continuando a procedere in tal senso. Una volta che avremo compilato i campi relativi alla rinegoziazione e al contratto confermiamo il tutto tramite il tasto virtuale “Acquisisci i dati del contratto”. Arrivati a questo punto dovremo confermare i dati inseriti, come? Niente di più facile! Clicchiamo sul blox blu che troviamo in basso a destra. Una volta giunti qui, in base ai dati forniti, il sistema provvederà a effettuare il calcolo del contributo teorico massimo.

Quando sarà calcolato il valore del bonus affitto?

Il precitato contributo teorico massimo è, in verità, una somma teorica, poiché il valore del bonus affitto sarà calcolato solamente dopo il 31 dicembre prossimo relativamente alle rinegoziazioni effettivamente comunicate, all’ammontare complessivo dei contributi richiesti e alle risorse stanziate pari a cento milioni di euro. L’Agenzia delle entrate precisa, comunque, che non sarà possibile inviare la domanda nel caso in cui l’importo del contributo teorico è pari a zero. Una volta compilato completamente il modulo, potremo controllare il riepilogo dei dati. In seguito, inseriamo il nostro codice PIN e clicchiamo sul tasto “Invia istanza”.

Tramite la funzione “Stampa riepilogo” potremo conservare una copia in formato pdf della domanda che abbiamo compilato e inviato. Noteremo che il documento riporta il protocollo di trasmissione identificante la richiesta inviata e permette di risalire all’istanza che è stata presentata, nel caso in cui volessimo seguirne l’esito. Ricordiamo che la domanda, anche sostitutiva, potremo presentarla fino al 6 settembre, mentre fino al 31 dicembre possiamo presentare anche l’istanza di rinuncia al contributo a fondo perduto.

Cos’altro dobbiamo sapere sul bonus

Il bonus affitto 2021 è previsto all’interno del decreto legge del 28 ottobre 2020, n. 137, in seguito convertito all’interno del Decreto Ristori. Come precisa Trend Online, il fondo in questione ha come finalità il rendere meno pressante l’affitto ai danni dei coinquilini. Esso viene incontro alle necessità dei cittadini, soprattutto in un periodo come l’emergenza sanitaria che stiamo vivendo. Il coronavirus ha intaccato l’economia a livelli inimmaginabili, dminuendo il potere di spesa di ogni soggetto. L’emergenza ha messo in crisi tanto gli affittuati quanto i titolari di immobili.

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