Economia
Bonus auto: incentivi fino a 11.000 euro. Ecco cosa sappiamo
Il Governo italiano sta studiando un sistema di incentivi per sostituire circa 39.000 veicoli termici con le auto elettriche. Ecco i dettagli.

Il tema della transizione energetica e quindi del passaggio dalle auto a motore termico a quelle elettriche è il grande obiettivo a livello europeo e non solo. Sappiamo che lo stop definitivo, in Europa, alla vendita di auto termiche è fissato per il 2035 e dunque sulla transizione bisogna agire rapidamente.
In questo senso, il Governo italiano sta studiando un nuovo incentivo che dovrebbe consentire di sostituire circa 39.000 veicoli a combustione interna con altri elettrici. In fondi sono stati appena sbloccati grazie all’ok definitivo da parte dell’Europa alla quinta revisione del PNRR italiano. Secondo le prime indiscrezioni, ancora da confermare, i requisiti per ottenere il bonus sarebbero estremamente stringenti. Proviamo a fare il punto della situazione.
Arriva il via libera da parte dell’Europa
La prima importante novità è che lo scorso venerdì 20 giugno, l’ecofon, ovvero il Consiglio economia e finanza dell’Unione europea, composto dai ministri dell’Economia degli Stati membri, ha approvato la valutazione positiva della Commissione europea sulla quinta revisione del Piano nazionale di ripresa e resilienza italiano.
La modifica del PNRR, come spiegato dal Governo, permette di implementare investimenti per lo sviluppo dell’economia circolare dei rifiuti e incentivare l’acquisto di automobili a basso impatto ambientale, per un importo complessivo che è pari a 1,2 miliardi di euro.
I fondi per le auto
Andando nello specifico, per quanto riguarda le vetture a zero emissioni, possiamo notare che circa 600 milioni di euro saranno destinati a una sorta di nuovo Ecobonus. Questo, come detto, può essere fatto grazie al via libera che è arrivato da parte dell’Europa e che quindi apre a nuove opportunità.
Fondamentalmente, la quinta revisione del PNRR ha consentito di spostare questa somma importante che, in origine, era destinata all’installazione di colonnine elettriche e che ora invece incentiva la rottamazione di auto vecchie e inquinanti che devono essere sostituire da vetture elettriche.
Le scadenze del bonus
Altro tema molto importante riguarda la scadenza del nuovo Ecobonus. Come detto, i fondi che non sono stati spesi per l’installazione di colonnine elettriche, verranno utilizzati come incentivi per la sostituzione di circa 39.000 veicoli a combustione interna con altri 100% elettrici.
Al Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica è ormai corsa contro il tempo per far uscire il decreto che, finalmente, darà il via alla campagna di rottamazione auto e sostituzione. La scadenza è prevista per il 30 giugno 2026 e coincide con la data ultima in cui spendere i soldi del PNRR.
Questa iniziativa da parte del Governo italiano viene chiamata “Programma di rinnovamento della flotta di veicoli privati e commerciali leggeri con veicoli elettrici”.
I requisiti
Allo stato attuale non sono ancora stati resi noti i dettagli. Ad ogni modo, da quanto filtra, i tecnici del ministero starebbero lavorando a una misura che sarà strettamente correlata all’ISEE, ovvero l’indicatore della situazione economica che viene calcolato dall’INPS in base a numerosi parametri come reddito, patrimonio e componenti del nucleo familiare.
Il contributo dovrebbe essere pari a 11.000 euro del valore del nuovo veicolo elettrico per i contribuenti con la soglia ISEE sotto i 30.000 euro. Si scende poi a 9.000 euro di incentivo per chi ha un valore ISEE tra i 30.000 e i 40.000 euro.
Requisito geografico
Oltre ai requisiti di tipo economico, è molto probabile che il nuovo Ecobonus possa essere introdotto in misura limitata in alcune aree geografiche, ovvero in quelle con un maggior livello di inquinamento e con forte densità di popolazione. Certo è che, se così fosse, potrebbero nascere delle disparità anche tra territori limitrofi.
Per questo motivo i tecnici del ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica stanno valutando di allargare i criteri d’accesso al bonus. Però, dal momento che la normativa europea prevede dei paletti molto rigidi, la strada sembra piuttosto difficoltosa.









