Finalmente ci siamo: il bonus bebè ha ottenuto il via libera definitivo. Infatti, l’INPS ha iniziato l’erogazione del contributo una tantum che ammonta a 1.000 euro ed è destinato ai neo genitori che hanno fatto la richiesta durante i primi mesi dell’anno. La misura riguarda le famiglie con figli nati, o adottati, a partire dal 1° gennaio 2024 e che hanno un valore ISEE inferiore a 40.000 euro. Ricordiamo che l’INPS ha già provveduto a liquidare l’80% delle prime domande ricevute e altre 7.000 pratiche sono in corso di pagamento e quindi l’accredito dovrebbe arrivare quanto prima. Le restanti domande dovrebbero essere soddisfatte entro l’estate e in totale sono arrivate circa 115.000 domande.
Come funziona il bonus bebè 2025
Il bonus bebè è una misura finanziata tramite un fondo pari a 330 milioni di euro per il 2024 ed è destinato a raggiungere una platea fino a 330.000 persone. Secondo le stime ufficiali, i fondi dovrebbero bastare a soddisfare tutte le richieste, anche alla luce del calo della natalità che continua inesorabile. Basti pensare che nel 2024 le nascite hanno raggiunto una quota di circa 370.000 unità, il livello più basso mai registrato nel nostro Paese. E per il 2025 si prevede addirittura un calo ulteriore e dunque la situazione non è certo delle più rosee, anzi.
Come si richiede il bonus bebè 2025?
Per quanto riguarda le nascite e le adozioni che sono avvenute tra il 1° gennaio e il 17 aprile 2024, le famiglie potevano inoltrare la domanda per il bonus bebè entro il 16 giugno e, in tale finestra, sono pervenute circa 100.000 richieste a cui poi si sono aggiunte altre 15.000 richieste che riguardano uno spazio temporale successivo al 17 aprile, data nella quale il bonus è entrato ufficialmente a regime.
Allo stato attuale, chi accoglie un nuovo nato o un minore adottato ha poi due mesi di tempo per poter inoltrare la richiesta all’INPS. L’Istituto poi si impegna a effettuare il pagamento entro trenta giorni.
Ricordiamo inoltre che le domande possono essere inoltrate tramite il sito web o l’app INPS, attraverso il Contact center oppure rivolgendosi ai patronati. Un dettaglio importante: in caso di parto gemellare o adozione multipla, è obbligatorio compilare una specifica richiesta per ciascun figlio. Inoltre, per le adozioni, si prendere come riferimento la data di ingresso del minore nella famiglia, anche in caso di affidamento preadottivo.
Chi ha diritto al bonus bebè 2025?
Il bonus bebè 2025 si rivolge a tutti i genitori che sono residenti in Italia, inclusi anche i cittadini extra Unione Europea che sono in possesso di regolare permesso di soggiorno di lungo periodo. Attenzione, a differenza di altre misure come ad esempio il bonus mamme lavoratrici, l’accesso al bonus bebè 2025 non è in alcun modo legato alla situazione lavorativa. Possono infatti richiederlo disoccupati, lavoratori autonomi e inoccupati. Naturalmente rimane il requisito del valore ISEE che non deve superare i 40.000 euro annui. Da sottolineare poi che il contributo non concorre alla formazione del reddito imponibile.
Un contributo pensato per la natalità
Concludendo, il bonus bebè 2025 rappresenta certamente un sostegno importante per le famiglie. Appare evidente che questo non basterà per invertire il trend demografico, ma è comunque un inizio che punta a contrastare il calo delle nascite che ormai da anni caratterizza il nostro Paese. I dati parlano chiaro, il numero di nuovi nati è ai minimi storici e dunque servono degli interventi strutturali, altrimenti la situazione potrebbe diventare davvero complicata.
Ed ecco che, in questo scenario, una misura come il bonus bebè può essere utile per alleggerire il peso economico delle famiglie, anche se naturalmente non è un intervento che da solo può risolvere il problema.











