Finalmente è arrivato il tanto atteso decreto attuativo per il bonus donne 2025, firmato dai Ministeri del Lavoro e dell’Economia. L’incentivo punta a spingere le assunzioni di lavoratrici su tutto il territorio nazionale. Parliamo in sostanza di un esonero contributivo riservato a chi assume donne lavoratrici e riguarda uno sconto sui contenuti previdenziali.
Ricordiamo che l’incentivo è valido per due anni e può arrivare al massimo a 650 euro al mese per ogni nuova assunzione. Per finanziare tale misura, sono stati stanziati 121,7 milioni di euro. Ci sono però delle importanti differenze che riguardano le zone Zes, ovvero la zona economica speciale per il mezzogiorno e infatti il bonus donne seguirà diverse regole per le regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sicilia e Sardegna.
Via libera da parte della Commissione Europea
Il nostro Governo ha ottenuto, nei giorni scorsi, il via libera definitivo da parte della Commissione Europea che ha permesso quindi di introdurre il bonus donne con delle differenze dal punto di vista regionale. Vengono dunque applicate regole diverse e criteri specifici per il Sud, dove purtroppo l’occupazione femminile è estremamente bassa, con un dato che è tra i peggiori di tutta Europa.
Infatti, secondo quanto diffuso da Eurostat, Sicilia, Calabria e Campania si trovano tra le ultime posizioni a livello europeo. Per quanto riguarda invece i dati nazionali, il tasso di occupazione femminile si attesta al 60%, mentre in Sicilia è fermo al 46,8%. Si tratta di dati oggettivamente allarmanti e la speranza è che il bonus donne possa realmente dare una forte spinta alle assunzioni femminili anche al Sud.
Per questi motivi il Governo Meloni ha richiesto all’Europa la possibilità appunto di introdurre il bonus donne prevedendo delle differenze tenendo conto delle diseguaglianze territoriali. E adesso, con la firma dei decreti attuativi, il bonus donne è finalmente attivo.
Come ottenere il bonus donne 2025
Entriamo ora nel dettaglio per quanto riguarda la richiesta di ottenimento del bonus donne e le possibili esclusioni. Bisogna sottolineare un aspetto estremamente importante: ovvero, per richiedere l’incentivo non basta semplicemente assumere una donna, ma è obbligatorio dimostrare che tale assunzione ha portato ad un aumento effettivo di lavoratori rispetto alla media dell’anno precedente.
Inoltre, è bene specificare che ci sono alcune categorie che sono escluse dal bonus. Parliamo ad esempio dei contratti di lavoro domestico, quindi colf, badanti e babysitter. Non solo, dobbiamo sottolineare che l’agevolazione non è in alcun modo cumulabile con altri esoneri contributivi, ma resta comunque compatibile con la maxi deduzione fiscale del 120%, ovvero la deduzione extra dell’IRES per i costi sostenuti per una nuova assunzione.
Le differenze regionali
Veniamo ora all’aspetto probabilmente più importante relativo al bonus donne, ovvero le differenze regionali. Nelle regioni Zes il bonus avrà delle regole molto diverse, viene di fatto ripensato e reso più accessibile. A livello nazionale, invece, il bonus si rivolge alle donne disoccupate da 24 mesi, mentre nel Mezzogiorno questa soglia è fissata in 6 mesi. Inoltre, la misura nel Sud Italia è riservata unicamente alle donne residenti in una delle regioni della zona economica speciale.
Un’altra differenza molto importante riguarda le date di decorrenza. Nel resto d’Italia, infatti, il bonus donne 2025 viene applicato sulle assunzioni effettuate dal 1° settembre 2024 al 31 dicembre 2025. Mentre nelle regioni del Mezzogiorno, si seguiranno le disposizione europee e l’incentivo sarà valido per le assunzioni effettuate dal 31 gennaio 2025 in avanti, ovvero dalla data di approvazione da parte dell’Unione Europea.
In conclusione, è bene ribadire che il limite di 650 euro mensili per ogni nuova assunzione di una lavoratrice, e valido per due anni, resta tale e quale in tutta Italia quindi senza alcuna distinzione a livello regionale. La domanda per il bonus deve essere effettuata attraverso il sito dell’INPS.











