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Gasolio agricolo nelle auto: si può usare per risparmiare sul pieno? Cosa prevede la legge e cosa cambia con il nuovo decreto

Si può mettere il gasolio agricolo nel serbatoio di una normale automobile diesel?

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Con il prezzo dei carburanti che continua a pesare sul bilancio delle famiglie, una domanda torna periodicamente tra gli automobilisti: si può mettere il gasolio agricolo nel serbatoio di una normale automobile diesel?

La tentazione nasce soprattutto dalla differenza di prezzo. Il cosiddetto gasolio agricolo beneficia infatti di un trattamento fiscale agevolato perché destinato a specifiche attività produttive. Ma proprio questa agevolazione comporta limiti molto precisi sul suo utilizzo.

E le recenti misure adottate dal Governo a sostegno dell’agricoltura non hanno autorizzato gli automobilisti a utilizzarlo per fare il pieno della propria macchina.

Cos’è realmente il gasolio agricolo

 

La base del carburante è sostanzialmente la stessa di quella delle autovetture, ma il gasolio agricolo viene marcato e colorato per renderlo identificabile ai fini fiscali. La principale differenza che ne limita l’utilizzo è quindi il regime fiscale e la destinazione d’uso, non il fatto che sia un carburante completamente diverso.» fiscale, la differenza fondamentale non è semplicemente quella tra due carburanti destinati a motori diversi.

Il gasolio utilizzato per determinati lavori agricoli, orticoli, di allevamento, silvicoltura, piscicoltura e florovivaismo beneficia di un’accisa fortemente ridotta, pari al 22% dell’aliquota ordinaria prevista per l’uso come carburante. È proprio questa agevolazione fiscale a rendere il prodotto economicamente più conveniente.

Per consentire i controlli e distinguerlo dal normale gasolio per autotrazione, il prodotto agevolato viene identificato secondo le disposizioni previste dalla normativa.

Il punto essenziale, però, è un altro: il prezzo inferiore non significa che possa essere acquistato e utilizzato liberamente da chiunque.

Si può mettere il gasolio agricolo in una normale automobile?

La risposta, per un normale automobilista, è no.

Il gasolio agricolo ad accisa agevolata è destinato agli impieghi ammessi dalla normativa fiscale. Non può quindi essere utilizzato semplicemente per alimentare un’automobile privata e ottenere così un pieno a prezzo più basso.

Il problema non è tanto stabilire se un comune motore diesel sia tecnicamente in grado di funzionare con quel carburante, quanto il fatto che l’agevolazione fiscale è concessa esclusivamente per determinati utilizzi.

Usarlo per finalità differenti significa beneficiare indebitamente di un’accisa ridotta.

Di conseguenza, anche chi possiede un’azienda agricola non acquisisce automaticamente il diritto di utilizzare il carburante agevolato per qualsiasi veicolo e qualsiasi spostamento personale: il beneficio è legato alle attività e agli impieghi ammessi dalla disciplina.

Perché costa meno del diesel che troviamo al distributore?

La ragione principale della convenienza è proprio il regime delle accise.

L’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli indica per il gasolio destinato agli impieghi agricoli agevolati l’applicazione del 22% dell’aliquota normale prevista per la carburazione.

La differenza fiscale può quindi tradursi in un prezzo sensibilmente inferiore rispetto al diesel acquistato alla normale pompa stradale.

È anche per questo che la distribuzione e l’utilizzo del carburante agricolo sono sottoposti a regole e controlli specifici: l’agevolazione nasce per contenere i costi sostenuti dalle imprese agricole, non per creare un’alternativa economica al normale diesel per gli automobilisti.

Cosa rischia chi lo usa illegalmente

Utilizzare carburante agevolato per un impiego diverso da quello consentito non è una semplice irregolarità legata al Codice della strada.

La questione riguarda soprattutto la normativa sulle accise e può comportare conseguenze fiscali e sanzionatorie. I controlli servono proprio a verificare che il prodotto che beneficia dell’imposizione ridotta venga effettivamente destinato agli usi per i quali l’agevolazione è stata concessa.

Cosa cambia nel 2026 per il gasolio agricolo

Proprio in questi giorni il tema è tornato di attualità per le nuove misure destinate al settore.

Il quadro normativo del 2026 ha introdotto un credito d’imposta a favore delle imprese agricole fino al 20% della spesa sostenuta per l’acquisto di gasolio e benzina, al netto dell’Iva, utilizzati per alimentare i mezzi impiegati nell’esercizio delle attività agricole.

L’intervento riguarda gli acquisti effettuati nei mesi di marzo, aprile e maggio 2026 e comprende anche il carburante destinato al riscaldamento delle serre per le coltivazioni previste dalla norma. La dotazione complessiva è stata portata a 90 milioni di euro per il 2026.

Il decreto interministeriale MASAF-MEF del 27 luglio 2026 ha definito il quadro attuativo della misura e, secondo le istruzioni operative pubblicate in questi giorni, le richieste possono essere presentate dal 6 agosto al 30 settembre 2026.

Si tratta dunque di un sostegno economico rivolto alle imprese agricole colpite dall’aumento dei costi energetici.

Il nuovo decreto permette di usare il gasolio agricolo nelle automobili?

No.

Il nuovo intervento non trasforma il gasolio agricolo in un carburante disponibile per tutti e non consente ai normali automobilisti di utilizzarlo nelle proprie vetture.

Al contrario, il beneficio introdotto nel 2026 rafforza il sostegno economico alle imprese agricole riconoscendo, entro determinate condizioni, un credito d’imposta sulle spese sostenute per il carburante destinato all’attività.

Le due questioni non devono quindi essere confuse: una cosa è il sostegno fiscale riconosciuto agli agricoltori, un’altra è la possibilità di utilizzare carburante ad accisa agevolata per un’automobile privata.

Conviene quindi cercare gasolio agricolo per risparmiare?

Per un automobilista la risposta resta negativa.

Anche se la differenza di prezzo può apparire particolarmente interessante nei periodi in cui benzina e diesel aumentano, il gasolio agricolo agevolato non rappresenta un’alternativa legale al normale diesel venduto nelle stazioni di servizio.

Il risparmio deriva infatti proprio dal particolare trattamento fiscale riconosciuto per sostenere determinate attività agricole.

Il nuovo credito d’imposta del 2026 rende oggi il tema ancora più attuale, ma resta il fatto che il gasolio agricolo rimane un carburante fiscalmente agevolato destinato agli impieghi previsti dalla legge e non può essere usato liberamente per fare il pieno dell’auto di tutti i giorni.

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