Il problema delle nascite è estremamente importante, il calo demografico rappresenta una situazione pericolosa che, in ottica futura, può creare grosse problematiche al nostro Paese.
Per questo motivo il Governo italiano ha deciso di mettere in campo delle misure a sostegno della natalità attraverso la rimodulazione dell’assegno unico e l’introduzione di un bonus una tantum alla nascita.
Grazie a queste due misure, le famiglie italiane possono ricevere un bonus fino a 5.500 euro in un anno, cifra che potrebbe addirittura aumentare nel caso di nuclei familiari nei quali sono presenti già due figli a carico. In questo scenario infatti il totale complessivo può raggiungere i 7.000 euro, ma questo è ovviamente un caso limite.
Il bonus nuovi nati nel 2025
Come abbiamo detto, il Governo ha deciso di rimodulare l’assegno unico universale per le famiglie con figli e anche per adattarlo all’inflazione. Ovviamente, lo scopo principale di questa misura è quello di favorire la natalità. Sappiamo che nel 2025 il tasso di fertilità delle donne italiane potrebbe scendere sotto il record minimo che risale al 1995 ed era di 1,19 figli per donna. Ricordiamo altresì che il primato negativo delle nuove nascite è già stato battuto.
Oltre a questa misura, il Governo ha messo in campo anche un bonus da 1.000 euro per tutti i nuovi nati nel 2025. Per finanziare questa misura sono stati stanziati 330 milioni di euro e la norma è già stata confermata anche per il 2026 con 360 milioni di euro. Però potranno accedervi solo le famiglie con ISEE inferiore a 40.000 euro.
Con questi due fattori, le famiglie che rientrano nella categoria ISEE più bassa dell’assegno unico universale, quella sotto i 17.295 euro all’anno, potranno ottenere fino a 5.500 euro nel primo anno di vita del bambino che nascerà nel 2025.
Ecco come ottenere fino a 7.000 euro
Rispettando alcuni determinati requisiti, le famiglie con neonati potrebbero addirittura raggiungere i 7.000 euro in un anno. Per i nuclei facenti parte della fascia più bassa di ISEE questo rappresenta oltre un terzo del reddito annuo stimato. Tale cifra deriva da alcune caratteristiche dell’assegno unico, ovvero:
- Maggiorazione del 50% per il primo anno di vita del bambino
- L’assegno unico non si cumula più con gli altri redditi per il calcolo dell’iSEE
- La rivalutazione dell’importo dell’assegno unico all’inflazione
- Le tre mensilità ulteriori che si ottengono negli ultimi mesi di gravidanza e che si sommano a quelle del primo anno di vita del bambino
Se aggiungiamo, a tutto questo, che il nuovo nato arriva in una famiglia con almeno altri due figli già a carico e che rientra nella categoria delle famiglie più numerose, nel primo anno di vita del bambino il nucleo otterrà 400 euro al mese per 15 mensilità, per un totale di 6.000 euro, ai quali poi bisogna aggiungere ulteriori 1.000 euro per il bonus nuovi nati.











