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Bonus mamme: ecco le novità a cui sta pensando il governo

Il governo sta studiando un'importante detrazione progressiva per mamme lavoratrici, oltre a misure più corpose per gli asili nido. Ecco i dettagli.
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Possibili grandi novità in arrivo per quanto riguarda il bonus mamme. Infatti, il governo italiano sta valutando un pacchetto di misure fiscali che hanno l’obiettivo di sostenere concretamente l’occupazione femminile, rivolgendo una particolare attenzione alle madri e, allo stesso tempo, andando a modificare quello che è il sistema relativo alle detrazioni.

In sostanza, la proposta mira a sostituire integralmente il sistema individuale, privilegiando invece una scala proporzionata al numero di figli, orientando la politica fiscale alle esigenze familiari. Sarebbe dunque una novità molto importante e tanto attesa e quindi in questo articolo andiamo ad analizzare nel dettaglio cosa prevede questo cambiamento relativo al bonus mamme.

Nuovi fondi per le madri lavoratrici

Dunque, la misura allo studio del governo ha un obiettivo estremamente chiaro: rilanciare definitivamente la natalità, che oggi è in una fase di profonda crisi, e sostenere fortemente il lavoro femminile grazie a uno sconto fiscale che cresce in base al numero di figli. Fondamentalmente il governo ha intenzione di ridistribuire le risorse e gli incentivi alle madri lavoratrici. Naturalmente il tutto deve essere fatto rimanendo dentro i margini di bilancio che, allo stato attuale, sono particolarmente stretti.

Ricordiamo infatti che la spesa pubblica può crescere solamente dell’1,5% del Pil e non dimentichiamo che almeno quattro miliardi di euro saranno destinati alla difesa. Dunque, per far quadrare i conti sarà necessaria un’analisi estremamente approfondita.

Questa super detrazione poi sarebbe affiancata a un netto potenziamento degli asili nido che, oggi, coprono già circa 480.000 famiglie. Anche qui l’obiettivo è quello di rendere più accessibili le scuole dell’infanzia e i servizi di sacra. La misura poi dovrebbe, gradualmente, sostituire le decontribuzioni temporanee per madri con due o tre figli, che sono in scadenza tra la fine del 2025 e il 2026.

Così facendo, il nostro governo mira a dare un maggiore ordine a tutti i bonus frammentati, individuando quindi una strategia molto più chiara e snella che racchiuda l’esigenza di sostegno alle famiglie numerose, all’occupazione femminile, alla qualità dei servizi per l’infanzia e alla sostenibilità dei conti. Questo è quanto chiarito direttamente dal ministro Giancarlo Giorgetti, che ha avuto modo di esporre la situazione in Parlamento e nelle audizioni sulla transizione demografica.

Inoltre, il consiglio dei ministri ha anche preso la decisione di aumentare i fondi destinati al sostegno per le lavoratrici madri, portandoli a una cifra complessiva che è pari a 480 milioni di euro. Nel frattempo, la ministra Elvira Calderone ha riportato le misure, che sono ancora allo studio, pensate in questi termini, ovvero:

  • Madri con due figli: contributo netto di 40 euro al mese per dodici mesi che viene pagato in una soluzione unica nel mese di dicembre
  • Madri con tre o più figli a tempo indeterminato: vengono prorogati gli sgravi contributivi fino al 2026
  • Madri con contratti a termine o libere professioniste: viene previsto anche per loro il contributo mensile di 40 euro che, anche in questo caso, sarebbe erogato sempre nel mese di dicembre

Ipotesi detrazioni basate sulla famiglia

Analizzando nel dettaglio la proposta, vediamo come sono previste anche delle detrazioni pensate appositamente per le madri, ovvero:

  • 2.500 euro per il primo figlio
  • 7.500 euro per il secondo figlio
  • 12.500 euro per il terzo figlio
  • 17.500 euro per il quarto figlio

È bene specificare che al momento si tratta solamente di una bozza e la sua realizzazione dipende sostanzialmente dai margini di bilancio che, purtroppo, sono già stretti a causa di misure come il taglio dell’Irpef per il ceto medio, che è passata dal 35% al 33%.

Ad ogni modo, dobbiamo ricordare che l’ultima Legge di bilancio ha introdotto delle modifiche. Infatti, dal 2025 chi dichiara oltre 75.000 euro dovrà calcolare la detrazione in base al reddito e ai figli a carico. Il tetto massimo scende a 14.000 euro per redditi fino a 100.000 e a 8.000 euro oltre quella soglia.

Come si potranno richiedere i benefici

Le domande dovranno essere presentate direttamente all’INPS e non più al datore di lavoro. Rimangono comunque esclusi i rapporti domestici e il tetto rimane di 40.000 euro. I contributi spettano alle madri con almeno due figli, comprese autonome e contratti a termine. Infine, chi ha tre o più figli e un contratto stabile potrà beneficiare ancora dello sconto sui contributi fino a 3.000 euro l’anno.

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