Bonus Vacanze: gli albergatori sono obbligati ad accettarlo?

Al via il Bonus Vacanze, gli alberghi e le strutture ricettive devono accettarlo? ecco tutte le informazioni

spiaggia
PhotoCredit: Pixabay

Il bonus vacanze introdotto dall’ultimo Decreto Rilancio non è obbligatorio per gli alberghi e le strutture ricettive. Spetta alle strutture stesse se aderire o meno. Il bonus vacanze ricordiamo che prende il via dal 1° luglio al 31 dicembre 2020 e si può fare richiesta tramite l’app IO della Pubblica Amministrazione. Il bonus è usufruibile all’80% come sconto e il resto 20% come detrazione. Quindi la struttura anticipa l’80% del costo della vacanza per poi recuperare lo sconto come credito di’imposta.

Bonus vacanze: gli alberghi sono obbligati ad accettarlo?

A quanto pare no. Gli alberghi e le strutture ricettive non sono obbligate ad accettare l’agevolazione fiscale come precisa il Decreto Rilancio, è una decisione che viene presa in autonomia. Ricordiamo quali sono i requisiti necessari del contribuente ovvero: ISEE fino a 40.000 euro, DSU in corso di validità e credenziali SPID. Mentre la richiesta di prenotazione della vacanza va inoltrata tramite l’app IO oppure tramite le agenzie di viaggio o direttamente presso la struttura. Gli importi del bonus ricordiamo sono:

  • 500 euro per un nucleo composto da 3 persone o più;
  • 300 euro per un nucleo composto da 2 persone;
  • 150 euro per un nucleo composto da una persona;

Sono escluse dal bonus vacanze i portali come Booking, Airbnb e cosi via. Per poter ottenere l’agevolazione è necessario verificare se il titolare della struttura ricettiva aderisce all’iniziativa e accetti il bonus. Secondo una prima stima in tutta Italia solo il 4% ha aderito al bonus a Roma, ad esempio, le strutture sono solo 36 su 976; a Firenze 22 su 335; a Napoli 11 su 135.

Mentre in tre regioni nessuna delle strutture ha aderito al bonus si tratta di Basilicata, Calabria e Molise.

Bonus vacanze: come recuperare con il credito d’imposta

Il bonus vacanze lo si può usufruire all’80% come sconto e il 20% come detrazione nella dichiarazione dei redditi 2021. L’Agenzia delle Entrate del 25 giugno 2020 ha istituito il credito d’imposta con cui si può recuperare lo sconto erogato si legge in una nota “a decorrere dal giorno lavorativo successivo alla conferma dell’applicazione dello sconto, il fornitore recupera il relativo importo come credito d’imposta utilizzabile in compensazione tramite modello F24. […] In alternativa all’utilizzo in compensazione, il credito d’imposta può essere ceduto dai fornitori, anche parzialmente, a soggetti terzi anche diversi dai propri fornitori di beni e servizi, nonché ad istituti di credito o intermediari finanziari. Il credito d’imposta non ulteriormente ceduto è utilizzato dal cessionario con le stesse modalità previste per il soggetto cedente.”

Il fornitore quindi può recuperare lo sconto a partire dal giorno lavorativo successivo a quello di conferma dell’accettazione del bonus. La compensazione si effettua tramite modello F24. Il credito d’imposta è utilizzabile in compensazione solo fino all’azzeramento del saldo finale e il credito eccedente potrà essere utilizzato per i versamenti successivi.