Economia

Bozza Recovery Plan, ecco i contenuti principali

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Secondo la bozza del Recovery Plan, le risorse che il governo impiegherà per economia e sviluppo ammontano a 196 miliardi. Il fondo complessivo verrà suddiviso in sei macro aree descritte nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza che verrà finanziato dal Recovery Fund Europeo.

Recovery Plan, grandi aree

  • 48,7 miliardi verranno destinati alla digitalizzazione e innovazione, punti importanti sia per Giuseppe Conte sia per l’Unione Europea che ha spinto ad una manovra non solo di “resilienza” ma anche di costruzione di una nuova economia;
  • 74,3 miliardi verranno destinati alla famosa rivoluzione verde e alla transizione ecologica. Oltre ai grandi progetti strutturali del Governo, chi vorrà aprire un’azienda o avviare un’attività con al centro il tema dell’ecosostenibilità potrebbe trovare proprio da qui i primi fondi distribuiti;
  • 27,7 miliardi saranno destinati alle infrastrutture per la mobilità sostenibile;
  • 19,2 miliardi saranno per l’istruzione e la ricerca;
  • 17,1 miliardi verranno destinati alla Parità di genere;
  • infine la sanità potrà contare su nove miliardi di risorse stanziate.

Diciassette Cluster, ovvero micro aree di intervento

Il piano del Recovery Plan non è composto solo da grandi aree ma anche da interventi specifici definiti cluster. Il più ricco a cui sono destinati ben 40,1 miliardi di risorse è quello dell’efficienza energetica e della riqualificazione degli edifici.

Seguono innovazione, competitività, digitalizzazione 4.0, internazionalizzazione. I fondi destinate a queste singole aree superano i 10 miliardi di euro. Per il potenziamento didattico e al diritto allo studio sono destinati dieci miliardi di euro, altri miliardi di euro per sanità, in particolare assistenza di prossimità e telemedicina.

Riforma fiscale, meno pressione su redditi medi

Nel Recovery Plan si parla anche di riforma fiscale, l’intento è quello di ridurre la pressione sui redditi medi. “Ora dobbiamo intervenire a favore dei lavoratori (sia dipendenti sia autonomi) con un reddito medio, ovvero orientativamente tra 40 e 60 mila euro, perché si tratta della fascia che oggi sconta livelli di prelievo eccessivi rispetto ai redditi ottenuti.”

Recovery Plan e critiche alla cabina di regia

Il punto di scontro politico è sulla presenza dei cosiddetti responsabili di missione, i super manager con poteri sostitutivi. Hanno la responsabilità di assicurare “la celere ed efficace attuazione del piano, la costante verifica” del “cronoprogramma nonché il compito di adoperarsi, anche attraverso l’attivazione di poteri sostitutivi, per favorire il superamento di situazioni di inerzia o comunque ostative alla realizzazione dell’intervento programmato“.

La Ministra Teresa Bellanova rappresenta la posizione espressa più volte da Italia Viva che dice no a strutture parallele

Non abbiamo alcun bisogno di strutture parallele, che esautorano Ministri, Ministeri e Parlamento, accentrando e spostando altrove il cuore del processo, decisivo per l’Italia dei prossimi 10 anni.
Non possiamo consegnare ad altri scelti non si sa come, le chiavi di casa. Oltretutto venendo meno in questo modo a uno degli obiettivi propri del Recovery: la riforma e il rinnovamento della pubblica amministrazione.”

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