Il Premier Giuseppe Conte è intervenuto questa mattina all’Assemblea della Fipe, Federazione Italiana Pubblici Esercizi. Un’occasione dove parlare di consapevolezza sul disagio sociale e psicologico vissuto dai cittadini e dagli operatori sociali. Di constatazione politica del “vivere una fase difficile della nostra repubblica“.
Il cambiamento epocale che già si denunciava da molto tempo, connesso però alla struttura della classe dirigente, all’ingresso di nuovi soggetti politici, partitici e intellettuali, è stato all’improvviso rotto dalla paura del contagio e dall’impegno di contenere le conseguenze più devastanti dell’epidemia.
Giuseppe Conte: misure anti contagio necessarie
L’Assemblea della Fipe è stata un’occasione per parlare delle misure scelte per affrontare la nuova fase della pandemia, il rischio della terza ondata. Ad aprile i tecnici del Ministero della Salute avevano stabilito 21 parametri per suddividere le Regioni in diverse fasce e operare con interventi mirati. Si è evitato così un nuovo lockdown generalizzato grazie anche a misure restrittive, ma più limitate nel tempo, rispetto alle prime da febbraio a marzo.
“So che dopo l’adozione dei protocolli per il distanziamento che avete rispettato in maniera rigorosa siete rimasti delusi dalle misure restrittive” ha chiarito Giuseppe Conte quasi a scusarsi. “Credo che tutti ci rendiamo conto, dopo questa ondata di pandemia così violenta, così veemente in tutta Europa, che i protocolli non sarebbero stati sufficienti: saremmo stati tutti travolti. Da qui la necessità delle nuove misure restrittive e delle limitazioni alla socialità“.
I nodi politici dei prossimi mesi, forse fino a Natale
Le risorse economiche sono il nodo dolente, anche alla luce delle ultime tensioni con il veto di alcuni paesi come al Polonia ad alcune strategie di aiuto europei. Il premier Giuseppe Conte dà sempre informazioni immediate ma anche di lunga prospettiva: rinnova la promessa sull’arrivo delle risorse del Recovery Found legate al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, ha parlato di affitti dei commercianti.
“È un costo importante, gravoso per chi opera nelle aree più esposte alla crisi. Sono consapevole di quanto sia sentito questo tema, incontro spesso tanti singoli esponenti di questa categoria. Dobbiamo ragionare su schemi di incentivazione fiscale senza penalizzare i proprietari di immobili“.
Chiarisce che nonostante l’arrivo di buone notizie su vaccini e terapie monoclonali, per la ripresa vera e propria del paese ci vorrà tempo. Bisogna subito agire con nuove risorse, incentivi e adeguamenti fiscali. Conclude questa parte parlando di nuove abitudini e comportamenti creati dal Covid.
“Penso che un’alterazione delle abitudini di vita dei cittadini potrebbe arrivare dal fatto che si sta facendo grande ricorso agli acquisti online: questo può ridefinire alcune filiere economiche. Dobbiamo mantenere in equilibrio il settore commerciale, altrimenti sarà difficile intervenire dopo.”











