Salute
Cancro mammario: nuovo studio sulla durata dei trattamenti ormonali

Uno nuovo studio rivela che per le donne in menopausa che si ammalano di cancro al seno, è consigliabile prolungare la terapia ormonale a 7-8 anni, ma oltre questo periodo di trattamento i rischi possono superare i benefici. Lo dimostra una ricerca multicentrica italiana del Gruppo Italiano Mammella (GIM), coordinata dall’IRCCS Ospedale Policlinico San Martino di Genova e co-finanziata dal Ministero della Salute e dai fondi del 5×1000 del Policlinico San Martino, presentata all’European Society for Medical Oncology (ESMO) e pubblicata sulla rivista The Lancet Oncology
Il trattamento ormonale per una durata totale di 7-8 anni diminuisce la mortalità e riduce il rischio di ricadute nelle donne in postmenopausa, ma non deve superare questo arco temporale.
Lo studio ha coinvolto 69 ospedali di tutta Italia reclutando, dal 2005 al 2010, 2056 donne in postmenopausa operate per un carcinoma mammario.
“Si tratta del primo studio sulla durata del trattamento adiuvante anti-ormonale ad avere un periodo di osservazione così lungo – spiega la coordinatrice dello studio Lucia Del Mastro, oncologa e responsabile della Breast Unit dell’IRCCS Ospedale Policlinico San Martino – I risultati mostrano che il trattamento prolungato per 5 anni con letrozolo aumenta del 4% le probabilità di sopravvivenza e riduce il rischio di recidive nelle pazienti con tumore al seno in postmenopausa. Oggi le linee guida raccomandano una durata personalizzata del trattamento con letrozolo sulla base della tolleranza al farmaco e del rischio di ricaduta, considerando che nessuno studio ad oggi aveva dimostrato un vantaggio in termini di sopravvivenza con la terapia ormonale prolungata oltre i 5 anni”.
Tuttavia, osserva la coordinatrice, “sulla base dei risultati dello studio GIM4, e in particolare del vantaggio osservato nella sopravvivenza globale, invece, il protocollo terapeutico potrà essere modificato prevedendo una durata ottimale di sette-otto anni per la terapia anti-ormonale ” specificando che: “oltre questa durata, a fronte dell’incremento della tossicità non assistiamo a un aumento della longevità: gli effetti collaterali, come dolori alle articolazioni, ai muscoli, osteoporosi e ipertensione, sono infatti più frequenti. Per questo è necessario che la terapia anti-ormonale non venga proseguita oltre i 7-8 anni: riteniamo che questa durata sia il giusto compromesso tra una maggiore efficacia della terapia e un aggravamento eccessivo degli eventi avversi”.









