Pignoramento casa

Casa pignorata? Ecco cosa puoi fare

Il pignoramento è l’atto che segna l’inizio dell’espropriazione forzata.

Il pignoramento è una procedura che viene posta in essere nel momento in cui il debitore non è più in grado di far fronte ai propri impegni nei confronti dei creditori. Si tratta di una situazione estremamente grave ma, purtroppo, non così rara.

Ricordiamo altresì che il pignoramento può essere richiesto da creditori, i quali possono rivolgersi al Tribunale chiedendo di pignorare la casa di proprietà del debitore a garanzia del proprio credito.

Come si arriva al pignoramento della casa?

Prima di tutto occorre sottolineare che il pignoramento può essere avviato, dai creditori, per debiti di qualunque importo. Ad ogni modo, visti i costi elevati di questa pratica, i creditori stessi solitamente procedono con la richiesta solamente quando il debito riguarda una cifra considerevole.

Il pignoramento scatta seguendo questi step:

  • Il debitore riceve le sollecitazioni di pagamento che vengono definite “bonarie”, con le quali viene richiesto di versare gli arretrati
  • Se il debito non viene saldato, si procede con il decreto ingiuntivo
  • Prima del pignoramento viene notificato l’atto di precetto nel quale è indicato un termine di dieci giorni entro il quale saldare il debito
  • Infine, se tutti i passaggi precedenti non hanno avuto alcun effetto, si avvia la procedura di pignoramento

È possibile pignorare la prima casa?

Una delle questioni di maggior rilevanza, riguarda l’effettiva possibilità di pignorare la prima casa. Diciamo subito che la prima casa è sempre pignorabile nel momento in cui i debiti contratti sono verso soggetti privati come banche, fornitori o finanziarie. Non solo, il pignoramento scatta anche nell’ipotesi di casa cointestata. Il comproprietario avrà naturalmente diritto di ricevere una percentuale sulla vendita che equivale al suo diritto di proprietà.

Quando la prima casa non può essere pignorata?

Nel 2015 la Cassazione ha stabilito alcune casistiche che non permettono di pignorare la prima casa. Si tratta di norme che sono contenute nel Decreto Legge n. 69/2013 e stabiliscono che l’Agenzia delle Entrate e Riscossione non può procedere con il pignoramento della prima casa nei seguenti casi:

  • Quando l’immobile è l’unico di proprietà del debitore
  • Quando il debitore ha la residenza anagrafica nell’immobile
  • Quando l’immobile è accatastato come abitazione civile
  • Quando l’immobile non viene considerato bene di lusso

Se il debitore è proprietario, anche solo per una quota, di un secondo immobile che però non è sufficiente a coprire il debito, l’Agenzia delle Entrate può procedere con il pignoramento a patto che:

  • Il debito sia pari o superiore a 120.000 euro
  • Il valore delle proprietà immobiliari del debitore sia pari o superiore a 120.000 euro
  • Sia stata notificata, al debitore, la possibilità di procedere con una rateizzazione

Se il debito è inferiore a 120.000 euro ma superiore a 20.000 euro, l’Agenzia delle Entrate non può pignorare la prima casa ma può iscrivere un’ipoteca.

Si può vendere la casa pignorata?

La Legge non prevede il divieto di vendita, a patto che non ci sia un pignoramento già in corso. Si può vendere solo se sono trascorsi almeno cinque anni dal rogito. Inoltre, se il creditore si accorge del trasferimento della casa pignorata può annullare la vendita e l’acquirente ha il diritto di avviare una causa per ottenere il risarcimento dei soldi investiti.

Come impedire che la casa finisca all’asta

Quando è già effettivo il pignoramento della casa, ci sono purtroppo poche possibilità di bloccare il processo esecutivo. Ecco cosa si può fare:

  • Rateizzazione del debito: il debitore può richiedere al creditore un piano di rientro
  • Saldo e stralcio: è un accordo tra le parti che prevede il pagamento immediato di una parte del debito al fine di procedere allo stralcio della parte rimanente. Si tratta però di un’operazione non fattibile se ci sono troppi creditori
  • Procedura di sovraindebitamento: prevista dal Codice della Crisi d’Impresa e dell’Insolvenza, permette di presentare un piano di rientro in Tribunale che prevede il pagamento dei debiti in misura ridotta e dilazionata

Come funziona la procedura di sovraindebitamento

Quando la situazione diventa insostenibile, il debitore può accedere alla procedura di sovraindebitamento. In questo caso ci sono due strade percorribili, ovvero:

  • Pignoramento non ancora attivo: effettuando la domanda per aprire la procedura di sovraindebitamento, l’azione esecutiva del creditore viene bloccata
  • Pignoramento già in essere: per bloccarlo sarà necessaria l’omologa della procedura di sovraindebitamento, ovvero il provvedimento del giudice che certifica che la procedura è andata a buon fine

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