Scienza

Cervello e lettura del linguaggio informatico: una lingua a parte

article-post
Aggiungi QuotidianPost tra le tue fonti preferite su Google

Un nuovo studio suggerisce che la lettura del codice del computer non si basa sulle regioni del cervello coinvolte nell’elaborazione del linguaggio.

Infatti, sebbene la lettura del codice del computer attivi la rete a domanda multipla, sembra fare più affidamento su parti diverse della rete del cervello rispetto ai problemi di matematica o logica, suggerendo che la codifica non replica con precisione nemmeno le esigenze cognitive della matematica. La comprensione del codice del computer sembra essere una cosa a parte. Non è la stessa cosa della lingua e non è la stessa cosa della matematica e della logica“, afferma Anna Ivanova, una studentessa laureata del MIT e autrice principale dello studio.

Evelina Fedorenko, Professoressa Associata di Neuroscienze per lo Sviluppo della Carriera e membro del McGovern Institute for Brain Research, Frederick A. e Carole J. Middleton sono gli autori dell’articolo, che appare oggi su eLife.

Allo studio sono stati coinvolti anche ricercatori del laboratorio di informatica e intelligenza artificiale del MIT e della Tufts University. Uno degli obiettivi principali della ricerca di Fedorenko è la relazione tra il linguaggio e altre funzioni cognitive. In particolare, ha studiato la questione se altre funzioni si basino sulla rete linguistica del cervello, che include l’area di Broca e altre regioni dell’emisfero sinistro del cervello. In un lavoro precedente il suo laboratorio ha dimostrato che la musica e la matematica non sembrano attivare questa rete linguistica.

Qui, eravamo interessati ad esplorare la relazione tra linguaggio e programmazione per computer, in parte perché la programmazione per computer è un’invenzione così nuova che sappiamo che non potrebbero esserci meccanismi cablati che ci rendano buoni programmatori“, dice Ivanova. Ci sono due scuole di pensiero riguardo a come il cervello impara a programmare, dice. Uno sostiene che per essere bravo a programmare, devi essere bravo in matematica. L’altro suggerisce che, a causa del parallelismo tra codifica e linguaggio, le abilità linguistiche potrebbero essere più rilevanti.

Per fare luce su questo problema, i ricercatori hanno deciso di studiare se i modelli di attività cerebrale durante la lettura del codice del computer si sovrappongono con l’attività cerebrale correlata al linguaggio. I ricercatori hanno visto poca o nessuna risposta al codice nelle regioni linguistiche del cervello. Invece, hanno scoperto che l’attività di codifica attiva principalmente la cosiddetta rete a richiesta multipla.

Questa rete, la cui attività è diffusa nei lobi frontali e parietali del cervello, viene tipicamente reclutata per compiti che richiedono di tenere a mente molte informazioni contemporaneamente ed è responsabile della nostra capacità di eseguire un’ampia varietà di compiti mentali. “Fa praticamente tutto ciò che è cognitivamente stimolante, che ti fa pensare bene”, dice Ivanova.

Potrebbe interessarti anche

  • preview

    I mostri di ghiaccio: 6 fenomeni naturali

    Ogni inverno, sulle pendici del Monte Zao in Giappone, si manifesta uno spettacolo naturale affascinante e a tratti inquietante: i “mostri di neve” (Juhyo). Queste sculture di ghiaccio monumentali, modellate da condizioni meteorologiche estreme, trasformano il paesaggio in un regno surreale, attirando turisti e fotografi da tutto il mondo. Ma cosa sono esattamente questi mostri […]

  • preview

    Spazio pieno di rifiuti: la soluzione è riparare e riciclare

    Lo spazio non è più un “posto lontano” riservato a poche missioni all’anno: tra satelliti commerciali, mega-costellazioni e nuovi lanci, l’orbita terrestre sta diventando un’infrastruttura affollata, costosa e fragile. Ogni missione porta valore (dati, comunicazioni, ricerca), ma lascia anche un’ombra: hardware che invecchia in fretta, componenti impossibili da riparare e oggetti che restano in giro […]

  • preview

    Cancro: un nuovo esame fa “brillare” le cellule tumorali

    Individuare il cancro in fase iniziale è spesso la differenza tra un percorso terapeutico più semplice e uno molto più complesso. Il problema è che molte tecniche di analisi dei tessuti richiedono passaggi lunghi: preparazione del campione, colorazioni, valutazioni al microscopio e tempi di refertazione che, nella pratica clinica, possono trasformarsi in attese. In questo […]

  • preview

    Microrobot e autonomia: come funzionano i robot più piccoli mai creati

    Il futuro della robotica potrebbe stare nel palmo di una mano, anzi: potrebbe essere più piccolo di un granello di sale. Un recente lavoro su microrobot autonomi mostra che è possibile integrare in dimensioni microscopiche sensori, memoria e capacità di eseguire istruzioni, con un consumo energetico ridottissimo. Il risultato non è un “giocattolo” da laboratorio: […]

  • preview

    Microplastiche: perché alcuni organismi imparano a preferire il cibo contaminato

    Le microplastiche non sono solo un problema “chimico” o visibile a occhio nudo: possono diventare un problema di comportamento. Un nuovo filone di ricerca mostra che, dopo esposizioni ripetute per più generazioni, alcuni organismi minuscoli possono arrivare a preferire il cibo contaminato rispetto a quello pulito. Il caso più sorprendente riguarda i nematodi, piccoli vermi […]

  • preview

    Ghiacciai in Antartide: i nuovi sciami sismici che preoccupano gli scienziati

    Quando pensiamo ai terremoti, immaginiamo faglie, vulcani e placche in movimento. Negli ultimi anni, però, la scienza sta mettendo sotto i riflettori un’altra sorgente di onde sismiche: i ghiacciai. In Antartide, un nuovo lavoro ha individuato oltre 360 eventi sismici collegati al distacco e al ribaltamento di iceberg tra il 2010 e il 2023, con […]

  • preview

    Imprecare in palestra migliora davvero la performance?

    Imprecare durante un esercizio “da ultima ripetizione” sembra una cosa istintiva, quasi inevitabile. La novità è che la scienza sta iniziando a trattare questa reazione come una vera strategia di performance: alcune ricerche suggeriscono che ripetere una parolaccia (senza necessariamente urlare o disturbare gli altri) può aumentare forza e resistenza in test fisici brevi e […]

  • preview

    Aviaria, dal pollame ai bovini: come il virus sta ampliando il suo raggio

    L’influenza aviaria H5N1 non è più solo una questione legata a pollame e uccelli selvatici: negli ultimi anni ha mostrato una capacità crescente di “saltare” tra specie diverse, con episodi documentati in mammiferi e, in alcuni contesti, esposizioni umane. Un nuovo studio guidato da ricercatori della Iowa State University ha aggiunto un tassello che sta […]

  • preview

    La longevità spiegata da chi compie 100 anni

    Dick Van Dyke, storico volto di “Mary Poppins” e “Chitty Chitty Bang Bang”, ha compiuto 100 anni il 13 dicembre 2025 e, parlando del suo segreto, ha ripetuto un’idea semplicissima: evitare rabbia e rancore, restare positivo, circondarsi di affetto. La parola longevità torna spesso quando si racconta la sua energia: non è solo una questione […]

  • preview

    Genetica e terapia genica: la svolta che sta cambiando il destino delle malattie rare

    Quando si parla di malattie rare, spesso si pensa a diagnosi difficili e cure limitate. In questo scenario, la genetica sta offrendo strumenti nuovi: non solo per capire l’origine della malattia, ma per intervenire direttamente sul difetto che la provoca. È qui che si inserisce il caso di un bambino con sindrome di Hunter, seguito […]