Economia
Cgia Mestre: “Persi 11.000 artigiani in un trimestre”

Sebbene il dato sia assolutamente negativo, non si discosta da quanto è avvenuto negli ultimi tre anni, che hanno visto, nel loro primo trimestre, una diminuzione costante delle imprese artigiane. A preoccupare maggiormente è il calo di imprese previsto per i prossimi mesi. Nel prossimo futuro, infatti, l’effetto del Covid-19 si avvertirà più intensamente sull’economia. Già da ora, comunque, si possono riscontrare i danni causati dall’emergenza coronavirus, che hanno indebolito i commercianti, costringendoli ad accorati appelli, come quello di una esercente cosentina.
Cgia di Mestre: a fine anno, 100.000 artigiani in meno
La Cgia di Mestre ha avvertito che quest’anno, oltre alla perdita di 11.000 artigiani, assisteremo ad una diminuzione vertiginosa del numero delle imprese. Si stima che, a fine anno, le imprese che avranno chiuso i battenti potranno raggiungere quota 100.000. La causa di queste chiusure è da ricercarsi nella pandemia di Covid-19 che ha piagato il paese e la sua economia.
A seguito del lockdown, imposto dal governo per ostacolare il propagarsi dell’infezione, molti artigiani, che vedevano nella propria impresa l’unica forma di sostentamento, si sono trovati in serie difficoltà economiche. Due mesi e mezzo di chiusura completa hanno comportato gravi perdite economiche per le attività artigiane di piccole e medie dimensioni; per questo molti artigiani hanno ipotizzato di serrare una volta per tutte le saracinesche.
A seguito delle progressive riapertura promosse dagli ultimi Dpcm, comunque, è giunto un segnale positivo da diverse attività. Sembra che tra gli artigiani viva la voglia di rinascere e di risollevare le sorti finanziarie delle proprie attività.
Purtroppo, nonostante la volontà di resistere dei lavoratori, i dati statistici dicono chiaramente che non tutti coloro che ci proveranno riusciranno a risollevarsi. “Non è da escludere” informa la Cgia di Mestre “che entro la fine dell’anno lo stock complessivo delle imprese artigiane presente nel Paese si riduca di quasi 100mila unità, con una perdita di almeno 300 mila posti di lavoro“.









