Charlie Hebdo, l’Iran contro un suo giornale e George Clooney

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Una settimana fa ai Golden Globes 2015 era presente anche George Clooney, accompagnato dalla neosposa  Amal Alamuddin, per ricevere il premio alla carriera Cecile B. DeMille. Clooney e la consorte avevano appuntata (lui sulla giacca dello smoking, lei sulla borsetta) una spilla con scritto “Charlie Hebdo” per manifestare la propria solidarietà alla rivista satirica francese colpita il 7 gennaio dai fratelli francoalgerini Chérif e Said Kouachi, i due terroristi islamici che avevano preso come pretesto le discusse vignette su Maometto. Clooney, mentre ritirava il premio, ha anche dichiarato “Je suis Charlie”,  lo slogan notoriamente usato anche sui social network per dimostrare solidarietà a Charlie Hebdo.

Naturalmente la sua immagine è stata immortalata da diversi quotidiani, tra cui l’iraniano “The Mardom e-Emruz” (conosciuto anche come “Today’s People”), che l’ha messa in prima pagina con il titolo “I’m Charlie too”. La cosa non è piaciuta al regime dei mullah, che ha censurato la fotografia e vuole far chiudere il giornale che l’ha pubblicata. I giudici della Repubblica Islamica hanno anche bollato come “osceno” il titolo dato all’articolo.

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Molte altre star di Hollywood che hanno partecipato ai Golden Globe Awards, hanno voluto esprimere la propria vicinanza alla Francia e alla rivista parigina con cartelli, messaggi sui social, con una penna sull’abito o con scritte sulle mani.

Dopo la maturità classica, mi sono laureata all'Università Cattolica del Sacro Cuore a Milano in Scienze dell'Educazione, con una tesi in Pedagogia Interculturale dal titolo "Donna e Islam: la questione del velo". Scrivo per diverse testate on-line come "Al-Maghrebiya", "Ebraismo e dintorni", il blog del "Legno Storto" su argomenti riguardanti il mondo arabo e islamico, soprattutto per quanto riguarda la condizione della donna, il Medio Oriente, Esteri, immigrazione e integrazione. Ho scritto due racconti: "Dopo la notte" (Il Filo, 2009) e "Soltanto una donna" (Albatros - Il Filo, 2011).