Cia: dati biometrici e riconoscimento facciale mettono a rischio le operazioni sotto copertura

Le operazioni sotto copertura della CIA rese sempre più ardue dalla tecnologia

La Cia ha annunciato di stare avendo problemi con la tecnologia: per colpa di quest’ultima, infatti, si sono verificate sempre più frequenti uccisioni e catture di loro informatori.

Sarebbero decine gli informatori stranieri uccisi o catturati negli ultimi anni.

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C’è un problema di sopravvalutazione delle proprie tecnologie e sottovalutazione di quelle delle forze avversarie, dice la CIA. L’agenzia ha fatto poco per incrementare la sicurezza dei suoi informatori in questi anni, convinta che fossero sufficienti. Ma evidentemente non è stato così.

L’intelligenza artificiale, il riconoscimento facciale, la biometria, l’hacking sono tutte delle armi che possono essere utilizzate in maniera subdola, rendendo quindi molto difficili le operazioni sotto copertura.

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Dawn Meyerriecks vicedirettrice della divisione Scienza e tecnologia della Cia sottolinea che “Quello della crescita della sorveglianza straniera sugli agenti e i collaboratori della Cia non è un tema nuovo“, “in almeno 30 paesi del mondo il suo personale è tracciato attraverso fotocamere digitali, social media, intercettazioni e altri dispositivi tecnologici. Questo vale soprattutto in paesi come la Cina, dove l’attività degli informatori è particolarmente a rischio

Francesca Angelica Ereddia
Francesca Angelica Ereddia
Classe 1990, Laureata in Giurisprudenza, siciliana, una passione per la scrittura, la musica e l'arte. Per aspera ad astra, dicevano. Io, nel frattempo, continuo a guardare le stelle.