Tecnologia
Cia: dati biometrici e riconoscimento facciale mettono a rischio le operazioni sotto copertura

La Cia ha annunciato di stare avendo problemi con la tecnologia: per colpa di quest’ultima, infatti, si sono verificate sempre più frequenti uccisioni e catture di loro informatori.
Sarebbero decine gli informatori stranieri uccisi o catturati negli ultimi anni.
C’è un problema di sopravvalutazione delle proprie tecnologie e sottovalutazione di quelle delle forze avversarie, dice la CIA. L’agenzia ha fatto poco per incrementare la sicurezza dei suoi informatori in questi anni, convinta che fossero sufficienti. Ma evidentemente non è stato così.
L’intelligenza artificiale, il riconoscimento facciale, la biometria, l’hacking sono tutte delle armi che possono essere utilizzate in maniera subdola, rendendo quindi molto difficili le operazioni sotto copertura.
Dawn Meyerriecks vicedirettrice della divisione Scienza e tecnologia della Cia sottolinea che “Quello della crescita della sorveglianza straniera sugli agenti e i collaboratori della Cia non è un tema nuovo“, “in almeno 30 paesi del mondo il suo personale è tracciato attraverso fotocamere digitali, social media, intercettazioni e altri dispositivi tecnologici. Questo vale soprattutto in paesi come la Cina, dove l’attività degli informatori è particolarmente a rischio“









