Cina contro Alibaba: “prodotti falsi”

Cina contro Alibaba: "prodotti falsi"

La notizia è quantomeno curiosa: i cinesi diventano improvvisamente sensibili alla qualità dei prodotti nazionali. Quanti anni abbiamo passato nel denunciare (con ipocrisia) i difetti e i pericoli degli oggetti importati dalla Cina? Ora le cose stanno cambiando anche lì e la prima vittima di questo nuovo trend è illustre. Si tratta nientemeno che di Alibaba, il gigante del commercio online con sede a Huangzhou. Un’Amazon dagli occhi a mandorla il quale però dal 2012 fattura quanto e a volte più dell’azienda di Bezos. Pochi se ne sono accorti perché la compagnia, fondata nel 1999, opera principalmente in Cina. La notorietà mondiale sta arrivando solo ora, soprattutto dopo l’ingresso alla Borsa di New York nel settembre 2014. Un evento attesissimo e premiato con un boom azionario senza precedenti.

Ora arriva lo scandalo che non ti aspetti. L’amministrazione statale dell’industria e del commercio ha infatti presentato un dossier di denuncia contro Alibaba. La colpa? Pare che l’azienda permetta la vendita di “prodotti contraffatti”, alcuni dei quali “non soddisfano gli standard nazionali di sicurezza”. Nella nota, uscita oggi, si precisa che tale dossier è frutto di un’audit di luglio. Sarebbe però stato pubblicato solo ora, lasciando che l’Ipo (offerta pubblica iniziale) a Wall Street conducesse Alibaba alla quotazione record di 25 miliardi di dollari. Ci si chiederà quindi il motivo di questo ritardo. Difficile pensare a una svista. In verità Alibaba non è nuovo alle controversie: già nel 2011 scoppiò uno scandalo su licenze di fornitura concesse con troppa facilità. Stavolta però la denuncia viene da un pulpito molto alto. E se allora il titolo crollò alla Borsa di Hong Kong del 15%, possiamo solo immaginare cosa potrebbe accadere stavolta. Proprio in questi giorni Yahoo stava lavorando a uno spin-off della sua quota in Alibaba per usufruire dei vantaggi dell’esentasse. Con un colpo simile all’immagine di Alibaba, tale operazione rischia di saltare.

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Nato nel 1986 a Carate Brianza (MB) ma cresciuto in Sicilia. Ha studiato Editoria e Scrittura alla Sapienza di Roma laureandosi con una tesi dedicata al giornalismo culturale de 'la Repubblica'. Coltiva molti interessi fra cultura, politica e sport. Crede nel valore del libero confronto fra idee e mette tutto il suo impegno nel sostenerlo.