Il Cinema Italiano contemporaneo non è tutto da buttare

happy family scene

Si parla spesso di quanto il Cinema Italiano sia in difficoltà. Purtroppo il vociferare dei più non sbaglia. Mancano i fondi, manca la voglia di rinnovarsi, mancano le idee. I prodotti sul mercato mirano esclusivamente agli incassi e tolgono tempo alla raffinatezza. Talvolta risulta impossibile pensare ad un grande Risorgimento della nostra cinematografia.

Per fortuna capita anche che alcuni registi si mettano in gioco e creino opere degne di nota. Oltre agli amati Gomorra (2008) di Matteo Garrone e La grande bellezza (2013) di Paolo Sorrentino, ci sono buone pellicole, che trattano svariate tematiche più o meno leggere.

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Eccone tre:

Scialla! (Stai sereno) (2011) è un film delicato e ben costruito. Francesco Bruni, sceneggiatore già affermato, si cimenta per la prima volta con la regia. La pellicola si avvale di attori famosi, come Fabrizio Bentivoglio e Barbora Bobulova, ma inserisce all’interno del cast un volto non ancora pubblico, ovvero Filippo Scicchitano.

La trama vede un colto ed indolente scrittore mantenersi producendo biografie e dando ripetizioni. Uno dei suoi alunni, adolescente ribelle, è in realtà suo figlio. A fare da cornice al rapporto conflittuale tra i due c’è la storia di una pornostar arricchita, di cui l’uomo sta scrivendo un profilo.

Questo lungometraggio poteva facilmente scadere nel volgare e nel patetico. Non è così. I personaggi sono dipinti senza fronzoli ed appaiono estremamente reali. Le situazioni non si perdono nell’esagerazione. Un film che non pretende d’insegnare nulla, ma che intanto lo fa.

Happy Family (2010) di Gabriele Salvatores è una pellicola ispirata all’opera teatrale omonima di Alessandro Genovesi. Nel cast ci sono attori per tutti i gusti: Fabio De Luigi, Diego Abatantuono, Margherita Buy e di nuovo Fabrizio Bentivoglio, che sceglie spesso di apparire in lavori centrati.

La trama segue uno sceneggiatore alle prese con i suoi personaggi, cioè due famiglie molto diverse, di cui i giovani figli hanno deciso di sposarsi.

Le citazioni all’interno del film sono molte, si va da i Sei personaggi in cerca d’autore (Alessandro Genovesi si era ispirato proprio a Luigi Pirandello), a 8 1/2 di Federico Fellini, fino ad arrivare ad alcuni film dello stesso Salvatores.

La costruzione della pellicola è ben studiata e coinvolge lo spettatore in un mondo in costante cambiamento. Il messaggio è sottile e speranzoso, tutto si può mutare, anche la condizione del nostro cinema.

Terraferma (2011) di Emanuele Crialese. Presentato al Festival di Venezia ed ambientato in un’isola siciliana, il lungometraggio vede le vicende di un pescatore e di suo nonno. I due salvano una profuga incinta ed il suo bambino. Decidono di nascondere i malcapitati a casa loro.

Il regista non è nuovo alle tematiche che coinvolgono il mare e qui ne rappresenta l’inquietudine e la continua ricerca del protagonista di trovare un posto nell’universo.

Concludo, augurandomi che i registi italiani continuino a proporre opere godibili e riabilitino il nome di un cinema che ha alle spalle una storia ricca ed intensa.