Economia
Coldiretti, col Covid svolta “green” in cucina: il ritorno delle ricette delle nonne

Secondo l’indagine Coldiretti/Ixè in occasione della Giornata nazionale contro lo spreco alimentare – che ricorreva sabato 5 febbraio – più di un italiano su due (55 per cento) a casa cerca soluzioni per salvare il cibo e recuperare quello che resta a tavola.
È una svolta “verde” maturata sotto la spinta dell’emergenza Covid. Così sono tornati in voga vecchi classici, in particolare la cucina degli avanzi tipica delle tradizioni contadine nelle sue diverse declinazioni regionali. Spazio dunque alle ricette della nonna per il riuso degli avanzi, ma anche alla lista della spesa “su misura”, passando per la pratica di verificare la scadenza dei prodotti prima di metterli nel carrello fino alla preparazione di conserve casalinghe.
Sempre secondo Coldiretti tagliando gli sprechi alimentari delle famiglie italiane sarebbe possibile imbandire adeguatamente la tavola dei circa 3,2 milioni di poveri che in Italia a causa dell’emergenza sanitaria sono stati costretti a chiedere aiuto per procurarsi il cibo ricevendo pacchi alimentari o pasti gratuiti.
Citando i dati Waste Watcher International, Coldiretti sottolinea come nella spazzatura degli italiani finiscano in media quasi 31 chili all’anno di prodotti alimentari, pari a un valore di quasi 7,4 miliardi, circa il 15% in più rispetto allo scorso anno, per un totale di oltre 1,8 miliardi di chili a livello nazionale.
Non poco, ma se compariamo il dato a quello di altri paesi gli italiani dimostrano di essere più virtuosi di russi, spagnoli, inglesi, tedeschi, canadesi e cinesi. Ogni anno nel mondo – spiega Coldiretti – si spreca quasi un miliardo di tonnellate di alimenti, equivalente al 17 per cento di tutti gli alimenti prodotti.
Oltretutto buttare via il cibo non è soltanto un problema etico-morale ma produce anche ricadute importanti nell’ordine economico e sul piano ambientale per via dell’impatto negativo sul consumo energetico e sullo smaltimento dei rifiuti.
Con lo scoppio della pandemia i comportamenti degli italiani sono cambiati su più versanti, da quello lavorativo a quello domestico. A tavola gli italiani hanno riscoperto riti come il cucinare che, oltre che necessità quotidiana, è tornato a essere anche un momento di aggregazione familiare. Di conseguenza, il dato emerso dalla ricerca è che quasi due italiani su tre (64 per cento) si sono improvvisati cuochi tra le mura di casa lanciandosi nella sperimentazione di vecchie e nuove ricette, mentre nel 31 per cento delle case si preparano passate di pomodoro, conserve e marmellate.
Un’altra abitudine ritornata con la pandemia – e che contribuisce al taglio degli sprechi alimentati – è l’impiego della gavetta da portare al lavoro: un uso adottato da più di un italiano su due (57 per cento), magari recuperando gli avanzi della sera precedente. Lo riporta il primo Rapporto Coldiretti/Censis sulle abitudini alimentari degli italiani nel post pandemia.
La pratica della gavetta si spiega con la necessità di ridurre al minimo i contatti per timore dei contagi. Si è consolidata così la tendenza a portarsi il pranzo da casa per consumarlo sul posto di lavoro a distanza di sicurezza dagli altri colleghi.
Il nuovo legame degli italiani col mangiare ha spinto verso un utilizzo più efficiente del cibo tradottosi in una maggiore attenzione agli sprechi. Sulla tavola degli italiani hanno fatto così ritorno i piatti del giorno dopo come polpette, frittate, pizze farcite, ratatouille e macedonia.
Tutte ricette di recupero che non solo rappresentano un’ottima soluzione per non gettare gli avanzi nel bidone della spazzatura, ma aiutano anche a non far svanire nel nulla tradizioni culinarie del passato secondo una usanza molto diffusa che ha originato piatti diventati simbolo della cultura enogastronomica del territorio come ad esempio la pinza veneta, i canederli trentini, la ribollita toscana o, nel Mezzogiorno, la frittata di pasta.
Tra le idee per contrastare il fenomeno dello spreco alimentare, nove italiani su dieci (89 per cento) ritengono che potenziare l’educazione alimentare, a partire dalla scuola, sia soluzione la migliore mentre l’83 per cento chiede di migliorare le indicazioni sulle etichette. Tra le tante iniziative antispreco e a favore dei più bisognosi, Coldiretti ha indicato la “spesa sospesa” nei mercati di Campagna Amica, “attraverso la quale sono stati raccolti e distribuiti più oltre 6 milioni di chili di cibi e bevande dall’inizio della pandemia”. Così negli agriturismi e nei mercati di Campagna Amica è stata protagonista “la cucina degli avanzi dalle tradizioni contadine”.









