Vi sarà certamente capitato di digitare il pin accanto ad altre persone in fila in attesa del loro turno Allora cercate di coprire il tastierino d’istinto per evitare che gli altri vedano. Ma questa misura non basta.
Adesso spunta una nuova tecnica. Uno studio condotto dall’Università di Padova, “Hand me your pin!” (ndr. “dammi il tuo pin”) spiega come possano essere trovati i numeri che costituiscono la combinazione del pin, pur prendendo le dovute precauzioni.
L’attacco avverrebbe con l’utilizzo di (almeno) una telecamera e un processo di deep learning (reti neurali artificiali). Tuttavia, il deep learning è qualcosa di molto complesso e non tutti sono in grado di metterlo in atto, poiché serve una certa preparazione.
L’esperimento ha quindi visto una replica dello sportello bancomat dove veniva simulato il comportamento delle ignare vittime che digitano i numeri coprendosi con la mano libera. A quel punto, i truffatori, con l’utilizzo di una microcamera installata nella parte alta dell’Atm riescono a registrare i tasti che vengono digitati grazie ad una porta Usb. E’ questo il momento in cui viene usato il deep learning: il video viene suddiviso in frammenti e, sempre con l’intelligenza artificiale, si riesce a risalire ai tasti premuti











