Economia

Coronavirus, le regole per il cenone natalizio valgono anche per Capodanno ed Epifania?

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Dopo aver dato qualche informazione aggiornata sullo spostamento nelle seconde case, ecco un’altra domanda importante. Le famiglie italiane sono abituate a programmare il cenone natalizio, il Capodanno, l’Epifania che deve essere vissuta nello spirito “tutte le feste si porta via”.

Natale si può considerare il secondo periodo di vacanze più lungo per lavoratori e studenti, seguito dalla Pasqua e poi dall’estate. In realtà, sappiamo che non è tutto riposo, pensiamo alla preparazione dell’Albero, del presepe, degli addobbi, i regali e le spese alimentari. Diciamoci la verità, avere solo otto persone come ospiti forse alle persone impegnate nella cucina sempre molto faticosa potrebbe essere una buona notizia.

Il nuovo Dpcm arriverà il 3 dicembre, forse sarà in vigore fino al 3 gennaio, durerà un mese

Molti politici però hanno richiamato al senso di responsabilità e sensibilità. Non si evitano invitati e parenti per cucinare meno ma per salvare delle vite, una rinuncia che avrà delle ripercussioni su bambini e anziani.

Il ministro Speranza ha parlato di un piano vaccini il 3 dicembre, nelle giornate seguenti è atteso il nuovo Dpcm forse in vigore fino al 3 gennaio.

Si salva l’Epifania? Non lo possiamo sapere, i testi legislativi anti-Covid 19 non sono scritti considerando i tempi ma gli effetti che producono. Meno contagi, diminuzione delle terapie intensive grazie ad un periodo di limitazioni intense su spostamenti e assembramenti.

Cenone natalizio, veglione di Capodanno ed Epifania: come dovranno svolgersi?

Al momento si parla di cenoni di famiglia nel senso più stretto del termine, il ricongiungimento natalizio è soprattutto tra genitori e figli, coniugi, partner e conviventi.

Al tavolo, si dovrà stare massimo tra sei e otto persone. Quest’anno niente party fuori casa e nemmeno dentro le mura domestiche. Scegliere i famigliari che più si frequentano quotidianamente è importante, perché ogni zona ha dati e situazioni epidemiologiche diverse. Il contagio domestico è il fattore più temuto per l’esplosione di una terza ondata, visto che si sta chiedendo all’economia un enorme sacrificio produttivo. Niente feste in piazza, ristoranti, bar e hotel chiusi, parte di questi ultimi convertiti in aree di ospitalità per persone positive e asintomatici costretti alla quarantena.

Il Governo prenderà decisioni dopo il 27 novembre. I dati di queste settimane, fino al 3 dicembre, serviranno a riscrivere le regole fino al sette gennaio. Le fasce di colore delle regioni potrebbero essere riscritte, le rosse come Lombardia e Piemonte potrebbero diventare arancioni ma dipenderà sempre dall’andamento dei contagi. Per ora, leggendo le ultime ordinanze del Ministero della Salute, è prevista una conversione diversa, arancioni e gialle in rosse se peggiorano i dati. Una situazione da evitare e prevenire assolutamente perché creerebbe difficoltà sociali notevoli.

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