Salute
Coronavirus, ospedale francese: primi casi a novembre

Michel Schmitt, Capo del Dipartimento di Diagnostica per immagini, ha studiato tutti i dossier compatibili con il covid-19, che sono stati poi, esaminati da diversi radiologi. Dallo studio, si evidenza che i primi casi di Covid-19, arrivati nell’ospedale, risalgono al 16 novembre. Vi è stata, poi, una progressione molto lenta dell’incidenza della patologia, fino a fine febbraio, poi una rapida crescita, con un picco il 31 marzo.
Lo studio del Dottor Albert Schweitzer
Grazie ai passi avanti degli scienziati, prodigati a studiare i meccanismi del contagio, nuovi elementi, affinano il profilo del coronavirus, ed il suo passaggio dalla Cina, al resto del mondo. Secondo uno studio, manovrato da Albert Schweitzer, Capo Dipartimento di Radiologia dell’ospedale di Colmar, nell’est della Francia, i primi casi di coronavirus, si sarebbero manifestati, da metà novembre.
Il Dottor Schweitzer, in collaborazione con la sua equipe, avrebbe osservato i primi casi di contagio da Covid-19, già dal 16 novembre del 2019, analizzando 2.456 scanner toracici, realizzati nell’ospedale, tra il primo novembre ed il 30 aprile, per diverse patologie: cardiache, polmonari, traumatiche e tumorali.
Le ipotesi provenienti dal mondo dello sport
La pentatleta francese, Elodie Clouvel, ripresenta l’ipotesi, già circolata nelle settimane scorse, secondo cui il coronavirus, si sarebbe diffuso a Wuhan, prima di quanto comunicato ufficialmente.
Si sarebbe esteso, prendendo strada, dai Giochi Militari, che si sono svolti nel capoluogo della provincia dell’Hubei, dal 18 al 27 ottobre, con la partecipazione di 10mila atleti, di provenienza da circa, cento paesi, di tutto il mondo.
La pentatleta francese Elodie Clouvel, intervistata dall’emittente televisiva Loire7, per parlare del rinvio delle Olimpiadi di Tokyo, ha affermato di essere già stata contagiata dal Coronavirus, insieme al collega Valentin Belaud, quando si trovavano a Wuhan, per i Giochi Militari.
Ne hanno anche parlato con un medico militare, il quale, avrebbe confermato la loro ipotesi, dichiarando altresì, che gran parte della delegazione, era stata contagiata.
La smentita
La delegazione francese che ha partecipato ai Giochi militari, era formata da 406 persone di cui 281 atleti e, in seguito ai sospetti di casi di Covid-19 al ritorno da Wuhan, il Ministero delle Forze Armate Francese, che non si era ancora espresso in merito, ha smentito questa dichiarazione. Ricorda, infatti, che quando i Giochi mondiali militari estivi, si sono svolti dal 18 al 27 ottobre 2019, a Wuhan, in Cina, l’epidemia legata al Covid-19, non era allora nota.
Il primo caso di Covid-19 è stato comunicato, dalla Cina all’Organizzazione Mondiale della Sanità, solo il 31 dicembre, ovvero, due mesi dopo la fine dell’evento. Inoltre, dichiara, che la delegazione francese, ha beneficiato del monitoraggio medico, prima e durante i Giochi e che non ci sono stati casi dichiarati, durante, ed al ritorno dai Giochi assimilabili, ai casi di Covid-19.
Spadista Tagliariol: ai Mondiali ci siamo ammalati tutti
Lo spadista Matteo Tagliariol, ai mondiali militari di Wuhan, racconta, che tutti si sono ammalati, tanto è vero, che al presidio medico, avevano quasi finito le scorte di medicine. Lo spadista, dichiara di aver avuto febbre e tosse per 3 settimane, ed ha poi, successivamente, contagiato figlio e compagna. Pur non essendo un medico, dichiara che i sintomi, sembrano essere riconducibili a quelli del covid-19, e nemmeno l’assunzione di antibiotici, risultava dare esiti positivi.
La fiorettista Aspromonte ribatte: a Wuhan io bene, mai la febbre
Di diverso avviso un altro atleta militare, Valerio Aspromonte, anche lui a Wuhan nell’ottobre scorso, con la stessa delegazione; infatti, dichiara, di non aver avuto né febbre, né tosse. Secondo l’atleta, sarebbe stata una normale trasferta intercontinentale. Il 33enne fiorettista delle Fiamme Gialle, esclude, casi di contagio nella sua delegazione.









