Salute
Cos’è l’ossido di etilene, in quali alimenti si trova e perché è pericoloso

Argomento d’estrema attualità e che mette a confronto realtà nazionali diverse è la presenza nel cibo di ossido etilene elemento che divide nei paesi fuori dall’Europa ma è decisamente bandito dalle norme comunitarie che lo hanno ritenuto dannoso per la salute dei consumatori.
Cos’è l’ossido d’etilene
L’ossido d’etilene è un gas usato per disinfettare e disinfestare contro batteri, funghi, virus, muffe e per la prevenzione della salmonella. Solitamente presente nei silos dove vengono conservate le materie prime e viene assimilato nei prodotti in fase di realizzazione finale. Il suo uso in Europa è regolato dalla legge in modo attento e severo.
Chiamato anche ossirano, è un composto organico semplice ottenuto dall’ossidazione dell’etilene. In poche parole è un pesticida vietato in Unione europea dal 1991 e come biocida dal 2011, ma ancora utilizzato in diversi Paesi del mondo. Sarebbe proprio la sua tossicità a renderlo cancerogeno, se si assume attraverso i cibi per un periodo continuato.
La commissione Europea lo ha vietato e ritenuto dannoso per la salute dei consumatori e di conseguenza non deve essere presente in nessun prodotto. Da qui l’annotazione da parte d’alcuni produttori italiani che hanno presentato al Ministero della Salute un elenco d’alimenti tutti a base vegetale come creme, gelati, ma anche cotolette arricchite di ossido d’etilene: un elenco dettagliato che ha allarmato il ministero della Salute che ha ancora una volta accentuato l’attenzione degli organi competenti dell’Europa che non ha mai abbassato la guardia in merito alla sicurezza alimentare. Ad oggi i prodotti ritirati dal Ministero della Salute per la presenza di ossido di etilene, sono moltissimi.
Un dato che gli organi pubblici stanno mettendo in discussione e che mette a contrasto due realtà diverse come quella Europea rigida e attenta a certi protocolli legati alla tutela della salute dei singoli e quella del resto del mondo decisamente meno vincolata d’alcune regole.
In Europa questa sostanza è ritenuta cancerogena e tossica e il suo utilizzo identificato nell’importazione d’alcuni prodotti è sicuramente inopportuno, provoca effetti collaterali gravi e non può essere approvato il suo consumo alimentare. Da rilevare che gli organi addetti non mancano di denunciare la presenza di questo gas in alcune merci. Ad oggi poi non si conosce neanche in quale misura l’ossido d’etilene possa definirsi dannoso è anche per questo che evitarne il consumo è l’unica strada percorribile. Da quando è entrata in vigore la norma europea in Italia sono stati sequestrati più 200 prodotti perché contenevano ossido di etilene oltre i limiti consentiti dalle legge: limiti diversi a seconda del prodotto.
Perché l’ossido di etilene viene considerato pericoloso quando è presente nel cibo?
IARC nel 1994 classificò l’ossido di etilene come agente cancerogeno e mutageno per l’uomo.
Nel Regolamento di attuazione europeo del 22 ottobre 2020 si legge:
Tale contaminazione costituisce un grave rischio per la salute umana nell’Unione in quanto l’ossido di etilene è
classificato come mutageno di categoria 1B, cancerogeno di categoria 1B e tossico per la riproduzione di categoria 1B conformemente al regolamento (CE) n. 1272/2008 del Parlamento europeo e del Consiglio (5). L’ossido di etilene non è neppure approvato come sostanza attiva per l’uso nei prodotti fitosanitari nell’Unione.
Ossido di etilene dove si trova e come difendersi
L’attenzione da parte degli addetti ai lavori italiani sulla presenza dell’ossido d’etilene in determinati prodotti importati è molto alta, l’invito a non consumare tali alimenti è continuo questo perchè come gas è considerato decisamente dannoso anche se i quantitativi minori vengono trascurati. Da manuale un caso recente che ha permesso alla commissione europea d’autorizzare il ritiro dal commercio di un gelato prodotto in Spagna, realizzato con un ingrediente proveniente dalla Turchia. I gelati contenevano ossido d’etilene in misura non definibile il che rendeva la situazione ancora più ambigua tale legittimare il ritiro dal mercato secondo le leggi della comunità europea.
“Non essendo possibile definire un livello di esposizione sicuro per i consumatori” e che “qualsiasi livello cui i consumatori possono essere esposti presenta un rischio potenziale, è necessario che gli operatori del settore alimentare che hanno immesso questi prodotti sul mercato li ritirino o li richiamino”. La decisione stabilita dall’Unione Europea è priva di dubbi e incertezze e pone ancora una volta l’accento sul contrasto evidente tra le rigide normative comunitarie e quelle del resto del mondo, solitamente maggiormente flessibili rispetto ad alcuni temi sensibili come quello alimentare.
L‘additivo E410 che contiene ossido d’etilene e E412 con la gomma di Guar vengono spesso utilizzati come addensanti per i gelati, la presenza di questi elementi ha portato il ritiro immediato di questi prodotti dal mercato italiano ma anche da quello di Francia, Spagna, Belgio e molti altri Paesi europei tutti allineati in questo senso all’affermazione dell’Europa. L’attenzione agli alimenti che contengono questi additivi deve essere molto alta, il consiglio è quello di leggere l’etichette e evitare di magiare cibi troppo lavorati in quanto provare a stilare un lista chiara d’alimenti che contengono questo particolare gas non è facile anche se optare per prodotti sani e naturali è la scelta più salutare e opportuna.
Ossido d’Etilene, i divieti imposti dall’Europa
Per il momento il divieto regolato dalla commissione europea in merito alla presenza in quantità non definite d’ossido d’etilene in alcuni prodotti come gelati, semi di sesamo o anche preparati vegetali è ancora vaga. Esiste una regolamentazione che esprime un divieto ma il contesto necessita d’un ulteriore inasprimento delle norme e questo per cercare di vietare in modo assoluto la commercializzazione di alimenti che contengono questo pericoloso gas per la salute.
In continuo aggiornamento anche il sito del Ministero della salute che può essere consultato per conoscere a che punto è la situazione sulla sicurezza alimentare, aspetto che sta molto a cuore all’Italia come produttrice di bene alimentari doc ma anche a tutta l’Europa che attua una politica di sicurezza finalizzata a prevenire e tutelare la salute dei suo cittadini. L’attenzione sull’etichette dei prodotti non va mai sottovalutata, non abbassare la guardia è determinante per proteggere il benessere dei singoli.
Tuttavia il consiglio principale è quello di scegliere sempre prodotti a km 0, naturali e poco lavorati: evitare pasti pronti o che hanno subito eccessive trasformazione ma soprattutto che provengono da paesi lontani anche se spesso l’ossido d’etiilene è contenuto in uno degli ingredienti che compongono il prodotto finito: una cultura e una sicurezza alimentare sono importanti per non approcciarsi ad una dieta sbagliata e decisamente dannosa per la salute.









