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Covid-19 Fase 2: quali sono le attività che potrebbero riaprire in tempi brevi

I numeri dei contagiati al Covid-19 iniziano a diminuire, così come sale il numero di guariti in Italia. Naturalmente i trend devono essere valutati con molta cautela, ma dopo quella che ormai ha preso il nome di fase 1, il Premier Giuseppe Conte inizia a valutare l’ipotesi di ingresso nella fase 2, nella quale si tenterà di instaurare una una vera e propria convivenza con il virus.

Priorità sarà data ovviamente al tessuto produttivo ed economico del paese, aprendo man mano i diversi settori.

Fase 2: le aziende che riapriranno subito

Il nuovo Decreto dovrebbe essere varato entro sabato poiché le misure restrittive attualmente in vigore hanno valenza sino al 13 aprile. In esso, sicuramente, saranno contenute misure volte a riaprire alcuni settori produttivi classificati come a basso rischio dalla mappa commissionata da Palazzo Chigi all’Inail e al comitato tecnico-scientifico, che andrà ad individuare le misure da adottare per la protezione ed il distanziamento sociale per i tre livelli di pericolo individuati.

Da metà aprile, dunque, potrebbero riaprire le aziende più collegate alle filiere essenziali (alimentare, farmaceutica e sanitaria), ma anche l’agricoltura e parte della manifattura.

Rientrerebbero nel settore del basso rischio anche il settore della fornitura di energia, il commercio all’ingrosso, le attività finanziarie e assicurative, il trasporto e magazzinaggio.

Fase 2: i settori più a rischio

Secondo uno studio condotto dall’Inapp, l’Istituto Nazionale per l’Analisi delle Politiche Pubbliche, le figure professionali maggiormente esposte a rischio sono quelle appartenenti al settore sanitario, all’istruzione pre-scolastica e gli asili nido.

Le attività con la prossimità fisica dei lavoratori più basso sono:

  • coltivazioni agricole;
  • prodotti animali;
  • attività legali;
  • contabilità;
  • famiglie come datori di lavoro per personale domestico;
  • raccolta e smaltimento rifiuti;
  • servizi di vigilanza e investigazione;
  • industria del legno e fabbricazione di mobili;
  • attività immobiliari;
  • consulenza aziendale;
  • organismi extratterritoriali;
  • industria delle bevande;
  • riparazione di computer e di beni per uso personale e per la casa.

Le attività più a rischio contagio non possono essere sospese

Le figure professionali più esposte al rischio di infezioni e malattie sono quelle con un alto grado di vicinanza fisica nella propria attività. Questi settori, però, non possono essere sottoposti a sospensione proprio perché sono ritenuti essenziali nella fase di emergenza sanitaria. Questi settori sono il settore sanitario, alimentare e farmaceutico che sono i protagonisti, in corsia e non, di questa pandemia da Coronavirus.

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