Covid, in Italia si parte con le terze dosi. Cosa dicono gli esperti

In Italia si parte con la terza dose: ecco cosa dicono gli esperti

Oggi partono le somministrazioni della terza dose di vaccino. La dose aggiuntiva, al momento, non riguarda tutti i cittadini ma solo quelli con una protezione immunitaria più bassa, ovvero: per primi i pazienti fragili, poi over 80, ospiti delle Rsa e operatori sanitari.

Su quanto estesa debba essere la platea della terza dose, però, gli esperti non sono ancora del tutto d’accordo.

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Per Fabrizio Pregliasco, direttore sanitario IRCCS Galeazzi di Milano, la prospettiva potrebbe essere quella di un “richiamo universale”. “Si sta cominciando con gli immunodepressi, cosa diversa da quello che si farà nel prossimo futuro in termini di richiamo per le persone più a rischio. Si sta prendendo atto che c’è la necessità di fare una dose ulteriore, una schedula a tre dosi per le persone immunodepresse e la terza dose si potrà fare già a 28 giorni dalla seconda perché si tratta proprio di un ciclo di conferma e di rinforzo”, ha dichiarato il virologo intervistato da Cusano Italia Tv.

Mentre per Guido Rasi, ex direttore Ema, “non ci sono dati sufficienti per una terza dose a tutti, ma è giusto iniziare da persone fragili, operatori sanitari e over 65. È l’indicazione dell’Fda e sarà probabilmente quella dell’Ema”, ha affermato il professore ordinario di Microbiologia a Roma Tor Vergata e consulente del generale Figliuolo, in una intervista su La Stampa.

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E sull’immunità Rasi spiega che “cala l’immunità misurabile. Un allarme da approfondire, ma non è tutto. Israele ha notato una ripresa delle infezioni, ma senza conseguenze. Anche in Italia ci sono segnali simili però due dosi qui potrebbero valere di più grazie alle chiusure e alle mascherine. E poi il calo degli anticorpi non è la fine della memoria immunitaria. I dati positivi di copertura dell’Istituto superiore di sanità riguardano vaccinati da più di sei mesi, dunque la terza dose non ha senso prima di nove”.

“Non c’è nessun motivo scientificamente accettabile per non vaccinarsi. Tutte le categorie fragili, malate o allergiche possono fare i vaccini a Rna, anzi sono coloro che ne hanno più bisogno”.

Francesca Angelica Ereddia
Francesca Angelica Ereddia
Classe 1990, Laureata in Giurisprudenza, siciliana, una passione per la scrittura, la musica e l'arte. Per aspera ad astra, dicevano. Io, nel frattempo, continuo a guardare le stelle.