Salute
Covid, nuovo studio italiano sul ruolo delle polveri sottili

Secondo un nuovo studio Italiano, a contribuire alla gravità della sintomatologia, alla mortalità e alla contagiosità del virus, più che l’inquinamento sarebbero le polveri sottili.
La proteina che protegge l’organismo dalle polveri sottili, sarebbe infatti la stessa che facilita l’azione dannosa del Covd-19.
A Il Fatto Quotidiano, il dottor Minelli, ricercatore ed immunologo ha spiegato che: “Abbiamo visto che l’esposizione aumenta il tasso d’incidenza del Covid di 2,79 ammalati per 10mila persone se la concentrazione di PM2.5 aumenta di un microgrammo per metro cubo d’aria, e di 1,24 ammalati per 10mila persone se la concentrazione di NO2 aumenta di un microgrammo per metro cubo d’aria”.
Lo studio, quindi, mira ad evidenziare il rapporto tra problema sanitario e problema ecologico.
“ACE2 – così si chiama la proteina che protegge dalle polveri sottili – diventa una sorta di serratura per il virus e soprattutto per la sua azione nociva sull’organismo”.
Questa tesi spiega perciò l’elevato tasso di incidenza, e poi anche di mortalità da Covid-19, nelle regioni del Nord rispetto a quelle del centro-sud. “Per confermarlo“, aggiunge, “basterebbe analizzare i dati di Taranto e della sua provincia, notoriamente una delle più inquinate d’Italia, ma che da anni non registra più livelli significativi proprio di PM2.5 come rilevato dalle centraline dell’Arpa Puglia distribuite nel territorio ionico. Al 3 novembre 2020, Taranto era la penultima provincia della Puglia per tassi di incidenza da Covid-19, seguita solo dalla provincia di Lecce”.
Per l’esperto dunque, parlare genericamente di smog non è corretto, perché sono proprio le polveri sottili a essere la causa dell’alto tasso di mortalità del Covid-19.
Nello studio, che è stato pubblicato da International Journal of Enviromental Research and Public Health, si legge che “gli individui permanentemente esposti a livelli medi o alti di PM2.5 sviluppano, per una alta espressione di ACE2, una sorta di automatica protezione contro l’infiammazione polmonare prodotta da PM2.5 per la micidiale composizione chimica di questa miscela di microinquinanti. Tale particolarità, tuttavia, può non risultare del tutto utile e vantaggiosa nel caso in cui, come accade col Covid-19, il virus responsabile della malattia utilizzi proprio l’ACE2 come recettore della internalizzazione cellulare. Dunque, ACE2 è la ‘serratura’ attraverso la quale il Covid ‘inganna’ la cellula umana, penetra al suo interno, la infetta e, conseguentemente, innesca tutto il processo patologico che caratterizza il quadro clinico”.









