Salute

Cronaca di un’autopsia: la tragica morte di un bambino di 12 anni

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All’obitorio del distretto 9 di Orlando, in Florida, è appena iniziato il turno di notte quando arriva una chiamata dall’Ospedale Pediatrico, un infermiera riporta la morte di un bambino di 12 anni David Cody Atson, che forse si è impiccato. E’ un evento tragico, la sua vita era appena iniziata.Il padre lo ha trovato sul pavimento con una cintura da karate intorno al collo, la polizia crede che si sia appeso da solo con la cintura al ventilatore sul soffitto. Hanno tentato una rianimazione cardiopolmonare, il padre è un paramedico, e lo hanno portato in ospedale. Era privo di ogni funzione cerebrale, secondo i registri ospedalieri, David Cody non ha mai ripreso conoscenza. Entro 24 ore viene dichiarata la morte cerebrale e spento il macchinario che lo tiene in vita. Per la famiglia, la perdita è straziante, il solo pensiero che David Cody possa essersi impiccato è impossibile da accettare. Il padre racconta che David Cody era in punizione, perchè aveva tentato di saltare la scuola, ma non era un bambino depresso. Molte volte i suicidi sono atti estremamente impulsivi sopratutto tra i giovani.

” Iniziamo l’esame esterno annotando le condizioni del corpo alla ricerca di prove forensi che confermano o smentiscono che David Cody si è suicidato.

Non ci sono cicatrici che possano far pensare a precedenti tentativi di suicidio, troviamo solo piccole cicatrici sulle ginocchia tipiche per un bambino di 12 anni. C’è un grande livido sulla nuca che forse si è procurato quando è caduto dal ventilatore del soffitto. Ci sono molti capillari rotti intorno agli occhi, chiamati petecchie, ha dei piccoli vasi sanguingni scoppiati sul volto, con numerose petecchie floride sulle palpebre inferiori. Di solito, si vedono petecchie quando una persona viene strangolata ma non muore, e si pratica la rianimazione cardiopolmonare, le petecchie peggiorano perchè arriva un flusso di sangue ad alcune aree che erano in debito di ossigeno. Sul collo un segno orizzontale su tutta la circonferenza, e c’è anche un altro segno che sembra di un altro legaccio precedente, i segni sono compatibili con una corda, ma non sono tipici dell’impiccagione.

Il corpo di una persona impiccata riporta segni di legaccio, il segno fa un giro intorno al collo, il corpo resta sospeso in aria, quindi la corda deve sostenere il peso del corpo, la parte della corda in cui c’è il nodo è quella che sostiene il peso quindi sul collo compare il segno di una V rovesciata.

Ma se sul collo di David Cody si vedono segni orizzontali, è possibile allora che il bambino sia stato strangolato?

A questo punto passiamo all’esame interno, praticando l’incisione a Y sul torace e andiamo alla ricerca di segni di un trauma, osserviamo gli organi interni assicurandoci che non ci sia niente di anomalo. Il corpo presenta i segni tipici di quando è stato tenuto in vita artificialmente, il cuore è pallido per via della bassa pressione sanguigna, e i polmoni mostrano l’insorgenza di una polmonite, frequente quando si è attaccati ad un respiratore. Non ci sono segni di traumi o malattie interne nella cavità toracica, ne in quella addominale.

Ora dissezioniamo il collo, se David Cody è stato strangolato troveremo i segni di un trauma. La dissezione del collo è molto complessa e delicata, si prende ogni muscolo sottoioideo, si rimuove e si cercano segni di emorragia sia sulla parte anteriore che su quella posteriore, poi si esamina l’osso ioide, che si trova alla radice della lingua e la cartilagine tiroidea. Non ci sono traumi anomali e questo esclude la possibilità che sia stato strangolato.

muscoli sopra e sotto ioidei

Allora se non è stato strangolato e se non si è impiccato, come è morto questo bambino?

E’ rimasto solo un posto in cui guardare , il cervello. Dissezioniamo la testa per valutare quella contusione che ha sulla nuca, potrebbe aver contribuito al danno causandogli una frattura al cranio o un danno al cervello. Rimuoviamo la calotta cranica e individuiamo subito un problema, il cervello è molto gonfio, tanto che ha formato un ernia che comprime il midollo spinale, si espande verso l’unico spazio libero che ha, che è la parte inferiore del cranio, dove ha origine la colonna vertebrale. Il cervello spinge verso il midollo per via della pressione causata dal gonfiore, è senza dubbio la causa della morte. L’ernia però non è stata causata dalla caduta, ma dalla mancanza di ossigeno”.

david

 

L’autopsia sul dodicenne è completa, ma le circostanze della sua morte non sono ancora chiare. Abbiamo stabilito che è morto per mancanza di ossigeno, che non è stato strangolato e non si è impiccato. A questo punto resta solo un ipotesi che potrebbe spiegare l’accaduto, ed è molto più frequente di quanto possiamo immaginare, il gioco del soffocamento autoindotto o il gioco dell’asfissia. Può sembrare incredibile ma alcuni bambini praticano l’autostrangolamento come un gioco, infatti è diffuso soprattutto fra i giovanissimi. Il gioco consiste nell’interrompere l’afflusso di ossigeno servendosi di vari metodi, di solito si fa in gruppo perché è più facile, o comunque in coppia. In poche parole isolano le vie aeree per limitare l’afflusso di ossigeno al cervello e di conseguenza cadono in un breve stato di incoscienza, leggerezza ed euforia. Ai bambini piace, scoprono che è una sensazione piacevole e tentano di riprovarla in qualche modo. Per accertarsi che effettivamente questa sia la causa della morte, si informa la polizia , di modo che indaghi con i compagni del bambino, se usavano praticare questo gioco.

Purtroppo le indagini confermano che David Cody usava praticare questo gioco e alcuni amici interrogati lo avevano fatto con lui, lo facevano in coppia e a volte da soli. Questi elementi confermano che si è trattato di una morte accidentale.

E questo è quello che è accaduto: il giorno dell’incidente David Cody è in punizione in camera sua, si avvolge una cintura di karate intorno al collo, immediatamente comincia a sentirsi stordito, poi nel giro di pochi secondi perde conoscenza e cade a terra. Accade molto rapidamente, si può svenire anche solo occludendo la carotide per pochi secondi, in 3 o 4 secondi si perde conoscenza. Ma questo non indica la morte certa, se allenti la pressione subito ti riprendi, basta un attimo in più per avere crisi epilettiche, purtroppo stiamo parlando di tempi molto, molto brevi. Il gioco finisce male, privo di sensi a terra, David Cody non è in grado di allentare la cintura che gli preme sul collo. Senza il flusso di sangue i neuroni nel cervello cominciano a morire. Il padre rimuove immediatamente la cintura dal collo ed esegue una rianimazione cardiopolmonare, ma ormai il danno è fatto. Nonostante l’immediato soccorso il cervello sta morendo e comincia a gonfiarsi. In ospedale tentano disperatamente di bloccare quel gonfiore, ma purtroppo il cervello si dilata a tal punto da formare un’ernia, che va a finire nell’unico spazio disponibile, il foro occipitale. Nel foro occipitale ha origine il midollo spinale, dove si trovano il tronco encefalico, i centri respiratori ed i centri cardiaci, è molto difficile sopravvivere, e infatti muore.

Quando il padre ha saputo cosa aveva causato la morte del figlio è rimasto sconvolto, non sapeva dell’esistenza del gioco, e non sapeva che suo figlio usasse farlo. Dopo la sua morte la famiglia ha intrapreso una missione, informare la gente del gioco e delle sue conseguenze mortali.

E voi, conoscete questo gioco?

Quest’articolo è tratto dalla trasmissione televisiva ” La dottoressa Garavaglia ” in onda su Canale 8.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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