Cure domiciliari del Covid: si torna a “tachipirina e vigile attesa”

Si ritorna al protocollo di "tachipirina e vigile attesa", ma è pioggia di critiche e lamentele

Roberto Speranza e l‘Aifa avevano, nei giorni scorsi, presentato ricorso al Consiglio di Stato contro l’ordinanza del Tar del Lazio, che aveva stabilito che i medici, nel trattare i pazienti positivi al Covid-19, potessero utilizzare “i farmaci che essi ritengono più opportuni secondo scienza e coscienza”, senza necessariamente rispettare i protocolli Aifa basati su “paracetamolo e vigile attesa”.

Adesso, con l’accoglimento del ricorso presentato dal Ministro Speranza, si torna invece al regolamento precedente, che prevede appunto, per le cure domiciliari, soltanto tachipirina e vigile attesa.

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Una decisione che fa assai discutere, e che ha fatto infuriare moltissimi utenti che si sono riversati sui social per esprimere il loro sdegno.

Se Speranza ha fatto ricorso per reinserire il protocollo tachipirina e attesa, vuol dire che per lui la salute dei cittadini è una questione di gerarchia politica, non si salute. Andrebbe rimosso subito da Ministro della Salute che non cura. Draghi ci sei, sei connesso?”, commenta qualcuno.

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Qualcun altro dice: “Mi chiedo a cosa ci troviamo di fronte? Nessuno ha negato ad oggi quanto detto. Ma a cosa ci troviamo di fronte? È sconvolgente che la gente non reagisca!”.

Insomma, da quanto si può evincere, la decisione sulla tachipirina pare non esser stata presa di buon grado e che i cittadini si sentano confusi e poco protetti.

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Non ci resta che attendere ulteriori aggiornamenti in merito.

Francesca Angelica Ereddia
Francesca Angelica Ereddia
Classe 1990, Laureata in Giurisprudenza, siciliana, una passione per la scrittura, la musica e l'arte. Per aspera ad astra, dicevano. Io, nel frattempo, continuo a guardare le stelle.