Alcuni ricercatori dell’Oriental Institute della prestigiosa Università di Chicago e del dipartimento di informatica di UChicago hanno partecipato e collaborato al progetto DeepScribe.

Stiamo parlando di un complesso sistema guidato da una vera e propria intelligenza artificiale. Cosa può fare il DeepScribe? Questo è in grado di decifrare e tradurre i simboli impressi nei cocci di argilla incisi migliaia di anni fa. I simboli da tradurre sono quelli risalenti all’impero Achemenide mai decifrati, fino ad oggi. 

Maggiori dettagli su DeepScribe

Il sistema verrà “scolarizzato” su oltre 6 mila immagini provenienti dall’archivio di fortificazione di Perseoli. L’obiettivo è quello di creare un sistema volto ad aiutare gli archeologi nell’analisi e nella traduzione delle scritture antiche. Una sorta di vademecum della traduzione. 

La professoressa Susanne Paulus oltre ad essere molto entusiasta di questa tecnologia ha dichiarato: “Se potessimo trovare uno strumento flessibile ed estensibile, che può estendersi a diversi script e periodi di tempo, ciò cambierebbe davvero il campo“.

I primi test 

DeepScribe è stato sottoposto a svariati test, molti dei quali sono stati superati con ottimi risultati. Di recente è stato testato su simboli cuneiformi non inclusi nel “set di allenamento” e il risultato è stato molto promettente. Il sistema infatti è riuscito a tradurre con estrema precisione l’80% dei simboli. Il team sta lavorando senza sosta per rendere il sistema ancora più preciso, alcuni ritengono che già nello stato attuale DeepScribe potrebbe agevolare e velocizzare non poco il lavoro degli archeologi.

Questo è un chiaro esempio di come la tecnologia consentirà di raggiungere traguardi prima inimmaginabili. 30/40 anni fa nessuno avrebbe immaginato che una macchina potesse tradurre simboli impressi centinaia di anni fa.