Deflazione: in Italia prezzi in calo dello 0,1%

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Non succedeva dal 1959, quando i prezzi erano scesi del 1,1%. Ma quali sono le cause della deflazione italiana? L’Istat ha pubblicato oggi i dati raccolti.

A luglio l’Istat registra una flessione dei prezzi dello 0,1%.

La deflazione riguarda prevalentemente i prezzi dei beni energetici. I beni energetici non regolamentati passano dal +0,4% di luglio passa al -1,2% di questo mese. Tra gli altri, prezzi della benzina sono calati dello 0,9%, mentre quelli del gasolio del 1,7%. Al netto di questi, invece, l’inflazione aumenta dal +0,3 di luglio al +0,4 di agosto.

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Ma la deflazione non interessa soltanto le risorse energetiche. I prezzi di beni alimentari, per la cura della persona e della casa registrano una flessione tendenziale del -0,2% (minore di quella attestata a luglio, del – 0,6%).

A differenza di quanto è accaduto al tramonto degli anni Cinquanta, tuttavia, il PIL del Paese è ben lungi da una crescita del 5% su base annua. Al di là della deflazione, la situazione economica dell’Italia rimane infatti negativa nel secondo trimestre di quest’anno. Rispetto al primo trimestre 2014, L’Istat rileva un calo dello 0,2 del PIL, che racchiude “diminuzioni dello 0,8% nell’agricoltura, dello 0,5% nell’industria e dello 0,1% nei servizi”.

Tra i dati riportati oggi dall’Istat è presente anche la rilevazione riguardante il tasso di occupazione. Nel nostro Paese, secondo le ricerche dell’istituto, i disoccupati aumentano del 2,2% rispetto a luglio e del 4,6% su base annua. Il tasso di disoccupazione si attesta così al 12,6%.

Per quanto riguarda il lavoro giovanile, il 42,9% degli italiani di età compresa tra i 15 e i 24 anni rimane senza lavoro. Questo tasso percentuale è probabilmente il risultato di un aumento di assunzioni per impieghi stagionali (occupazione in crescita dello 0,8% da luglio). La disoccupazione giovanile risulta comunque in aumento su base annua (+2,9%).