Salute

Diabete: grazie ad un’app scopri la malattia

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Grazie ad un’app si potrà scoprire se abbiamo il diabete oppure no con la precisione di una diagnosi clinica, i programmatori di questa applicazione per smartphone sono ricercatori dell’Università della California a San Francisco. L’obiettivo è quello di creare un sistema veloce di diagnosi accessibile a chi negli Stati Uniti non può accedere alle spese sanitarie e per chi ha alta possibilità di contrarre il diabete o deve sottoporsi ogni anno al test per l’insulino resistenza (mellito tipo 1).

App per diabete: il risparmio per medici e pazienti

Le applicazioni che misurano pressione e glicemia nel fitness esistono da molto tempo, sono distribuite negli store comuni come Google e Apple. Sono semplicissimi da usare e si sono sviluppate quando nel mercato è esplosa la vendita e la produzione dei bracciali elettronici, gli smartwatch. L’applicazione per il diabete studiata dall’università californiana dovrà però produrre risultati efficaci da poter presentare ufficialmente per scrivere le diagnosi e il piano terapeutico abbattendo costi e tempi di attesa.

Cos’è la fotopletismografia e il test PGG

L’app per diabete potrebbe funzionare così: l’indice o qualsiasi polpastrello del dito si posizione sul flash della fotocamera. Il calore che sentirete è l’azione del dispositivo di raccogliere i dati sui vasi sanguigni e impulsi attraverso un test non invaso siglato PGG e conosciuto con il nome di fotopletismografia. Nell’attività fisica si usa anche per calcolare durante gli esercizi le reazioni del sistema nervoso, lo stress emotivo, la contrazione muscolare, la quantità di acqua nel corpo e nei muscoli. Gli sviluppatori avvisano sempre che non danno dati precisi ma vicini alla realtà, le aziende che le producono però stanno migliorando di molto i risultati e nel settore si parla da tempo di un’evoluzione che prevede il calcolo anche attraverso l’analisi dell’iride e della lingua sempre tramite fotocamera.

App sperimentale per il diabete: i primi dati ufficiali

La creazione dell’app con cinquantamila volontari

Il dottore Robert Avram spiega che il diabete può essere asintomatico per un lungo periodo di tempo, i cambiamenti vascolari si verificano in silenzio portando lentamente complicazioni cardiovascolari. Ciò rende utile e necessario la possibilità di creare opportunità a basso costo e non invasive per milioni di persone. Negli Stati Uniti d’America il diabete è emergenza sanitaria, i centri di controllo accreditati hanno calcolato più di 30 milioni di persone statunitensi colpite dal diabete. Molti abitanti, soprattutto chi non è coperto da assicurazione sanitaria, vive le conseguenze della malattia che colpisce gradualmente occhi, reni, pelle (piede diabetico), fino ad arrivare ad infarto e ictus. I ricercatori hanno reclutato con uno studio online, eHEart HEalth, più di cinquantamila volontari per l’utilizzo dell’app Heart Rate Azumio.

Gli scienziati hanno brevettato per quest’app già nel mercato e utilizzata un algoritmo deep learning, ovvero che registra il nostro sonno. Insieme al segnale PPG dovrebbe accertare chi ha il diabete. Il test inizia con un chek che chiede peso e altezza per calcolare l’IBM, l’età e il sesso. Finora i risultati intermedi hanno rilevato l’identificazione corretta del diabete sul 72% delle persone ma i risultati finali saranno resi noti il 17 marzo presso la Sessione Annuale scientifica di cardiologia a New Orleans presso l’American College.

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