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Dove buttare gli assorbenti e i pannolini (spazzatura)

Pannolini, pannoloni e assorbenti igienici rientrano nella categoria rifiuti “speciali” e non sono facili da smaltire anche per il materiale di cui sono composti. Si stima che in Italia ogni minuto si consumano 7.000 pannolini e a fine anno si arriva a un totale di 900.000 tonnellate di rifiuti.
Dove vanno gettati?
Nella stragrande maggioranza dei casi i pannolini, pannoloni e assorbenti vanno buttati nel secco-residuo o nell’indifferenziato a meno che nel nostro comune non ci sia un’apposita raccolta dei pannolini. Non tutti i comuni sono però attrezzati per la raccolta differenziata.
Se si parla invece di pannolini, e assorbenti considerati compostabili cioè biodegradabili in cui il processo di decomposizione avviene in meno di tre mesi allora tale rifiuto può essere gettato nella raccolta dell’umido-organico e nella confezione deve avere la seguente dicitura “Compostabile” (o biodegradabile) e anche il simbolo della compostabilità certificato, il marchio CIC.
È possibile riciclarli?
Ebbene sì, i materiali di cui sono composti pannolini, pannoloni e assorbenti si possono utilizzare e riciclare una volta utilizzati. A maggio 2019 è uscito il decreto “End of Waste”, che prevede la possibilità di riciclare e riutilizzare i materiali che compongono pannolini, pannoloni e assorbenti usati, che generalmente finiscono negli inceneritori o in discarica e quindi trasformarle in materie prime. Se il decreto funzionerà è possibile recuperare tre materie prime dagli assorbenti e cioè cellulosa, plastica e polimero super assorbente, che dopo gli adeguati trattamenti assicurano le stesse prestazioni delle materie prime “vergini”, con una consistente riduzione delle emissioni di CO2.









