Ecco lo scanner per reggiseno che potrebbe salvare la vita a milioni di donne

Prevenzione primaria e prevenzione secondaria, tutto per combattere il tumore alla mammella. In questo articolo parliamo di un innovativo scanner per reggiseno utile alle pazienti e ai medici.

Arriva lo scanner per reggiseno che potrebbe salvare la vita a milioni di donne. Si tratta di un dispositivo a ultrasuoni e indossabile, utile alla diagnosi precoce del tumore alla mammella. Uno strumento che può essere utilizzato a casa soprattutto dalle persone ad alto rischio. Per ora, è stato testato su una signora di 71 anni e con una storia pregressa di cisti mammaria.

Utilizzando questo scanner per reggiseno ad alta frequenza, la paziente ad alto rischio e anziana è riuscita a individuare subito e visualizzare nuove formazioni tumorali in profondità. Per i medici che la seguono sono importanti le analisi radiografiche tempestive e veloci che con questo strumento si possono eseguire anche a casa.

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L’idea, l’equipe scientifica, la pubblicazione dei risultati scientifici

Lo scanner per reggiseno con ecografo integrato è stato ideato dall’esperta di materiali Cana Dagdeviren. Una donna che ha perso a sua volta famigliari a causa del tumore della mammella e che conosce l’importanza della diagnosi precoce. La ricercatrice ha così costruito un dispositivo diagnostico indossabile e semplice da utilizzare.

Il dispositivo è stato realizzato con la stampa 3D e ha una struttura a nido d’ape che si conforma bene alla forma di ogni seno. Lo scanner ultrasuoni muovendolo leggermente riesce ad inquadrare tutta la profondità della mammella riuscendo a scoprire subito noduli o tumori in stato di avanzamento.

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Uno strumento così importante è stato descritto nella rivista Science Advances, ne hanno pubblicato i risultati i ricercatori del Massachusetts Institute of Technology (Mit) negli Stati Uniti. Le immagini prodotte dallo scanner per reggineso sono paragonabili a quelle prodotte dalle sonde ecografiche dei centri medici.

Conoscente la differenza tra diagnosi primaria e secondaria?

Il tumore alla mammella soltanto nel nostro paese colpisce circa 50.000 persone. Le diagnosi preventive devono partire già dai quart’anni e sicuramente devono essere frequenti dopo i 45 anni. In ambito medico si parla di prevenzione primaria e prevenzione secondaria, ecco la differenza.
La prevenzione primaria consiste nel modificare abitudini ed eliminare alcuni fattori di rischio. Insomma, una vita sana che esclude il fumo, l’alcol in eccesso. Promuove l’attività sportiva regolare, il controllo del peso, abitudini alimentari corrette.
La prevenzione secondaria, di cui abbiamo parlato in questo articolo, invece riguarda i controlli per la diagnosi precoce. Nelle donne tra i 50 e i 70 anni la mammografia è a cadenza biennale, mentre nelle donne tra i 40 e i 50 anni, la mammografia è annuale.

Iole Di Cristofalo
Iole Di Cristofalo
Articolista e web copywriter

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