Siamo entrati nell’era della domotica

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Grazie alla rapida evoluzione della tecnologia, non c’è una zona della nostra vita quotidiana che non sia toccata dal progresso e dalle trasformazioni ottenute attraverso l’automazione. Oggi, infatti, è possibile controllare gli elettrodomestici, il sistema di videosorveglianza, l’impianto condizionatore e più in generale ogni tipo di sistema installato nella nostra casa. A rendere possibile questo processo, però, sono anche dei piccoli apparecchi elettrici.

Non solo Internet of Thing e automazione: se oggi possiamo controllare l’impianto di riscaldamento, avviare il condizionatore, alzare (o abbassare) le tapparelle delle finestre, dare un’occhiata ai monitor della videosorveglianza senza essere fisicamente presenti in casa, lo dobbiamo sicuramente ai progressi in campo tecnologico, ma anche all’azione diretta di alcuni piccoli componenti meccanici.

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Un piccolo protagonista principale. Il “segreto” nell’avvio di queste operazioni, infatti, avviene in genere attraverso un processo comune, ovvero la trasformazione di un input digitale in comando diretto e meccanico sull’apparecchio. E il “protagonista” di questa fase, come ci spiegano gli esperti del Gruppo Frigerio, leader in Italia per tutto quello che riguarda la produzione industriale, sono i cosiddetti attuatori pneumatici, piccoli congegni che, per l’appunto, rendono possibile passare dall’intenzione e dal comando alla sua effettiva realizzazione in tutti questi ambiti.

Il progresso in casa. Questi piccoli apparecchi, dunque, sono elementi centrali nella domotica o home automation, ovvero il grande cambiamento che sta interessando la nostra vita e la nostra casa grazie ai progressi tecnologici e a funzioni attivabili anche da remoto e da luoghi lontani, semplicemente utilizzando dispositivi mobile come smartphone e tablet e delle specifiche app. A colpi di click, dunque, possiamo in qualsiasi momento della giornata – e in qualunque ambiente collegato alla rete Internet – controllare l’illuminazione delle stanze, avviare dispositivi come condizionatore o stufe, preriscaldare il forno o impostare il programma della lavatrice-

Un mercato in crescita. Uno dei fattori che sta spingendo la crescita del mercato globale della domotica è la sua capacità di favorire e rendere più semplice il risparmio energetico e di gestire il consumo complessivo di energia in una casa. A livello globale, gli analisti prevedono una crescita media annua superiore al 70 per cento per tutto quello che attiene la home automation, che potrebbe raggiunge la quota imponente di 21,6 miliardi entro la fine del 2020, con un tasso annuo di crescita composto (CAGR) del 26,23 per cento, trovando ulteriore linfa nelle maggiori consapevolezze ed esigenze delle persone riguardo all’efficienza energetica, ma anche la semplicità di utilizzo dei dispositivi e l’impatto, sempre più deciso, che la connettività via internet e dispositivi mobile ha sulle nostre vite.

La domotica in Italia. Anche l’Italia sta iniziando a cogliere queste opportunità, e il recente rapporto dell’Osservatorio Internet of Things della School of Management del Politecnico di Milano segnala come, a fine 2015, il settore dell’IoT nell’intero complesso toccava quota 2 miliardi di euro, segnando un incremento del 30 per rispetto al 2014, e alzando le previsioni per quest’anno soprattutto per la crescente richiesta negli ambiti smart home, smart city, industrial IoT e smart car. In particolare, quasi 8 italiani su 10 si dicono, secondo gli esperti, ad acquistare prodotti specifici per la smart home, un dato che sale del 33 per cento rispetto ai dodici mesi precedenti.

La casa green. Ma ci sono novità anche sul fronte “pratico”: in via Pillio da Medicina a Modena, infatti, è stata inaugurata la prima abitazione italiana costruita secondo i rigidi dettami del “Green Building Council”, ovvero completamente green e smart. Si tratta della casa più eco-compatibile d’Italia (in cui l’autosufficienza energetica arriva a toccare l’80 per cento), con un cuore tecnologico localizzato nella cantina: è infatti nel seminterrato che si trovano i pannelli di controllo dell’impianto fotovoltaico montato sul tetto e degli impianti interni di domotica, come il sistema geotermico che fa circolare l’acqua lungo quattro pozzi profondi 80 metri (e che, passando lungo i grandi tubi piazzati sotto i pavimenti, garantisce anche il rinfrescamento estivo), o come la struttura che incanala la pioggia per rifornire gli sciacquoni dei servizi igienici o l’irrigazione del giardino.

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