Economia

Estetiste e parrucchiere danneggiate dal Covid: una categoria non protetta

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Sono tante le estetiste come la protagonista di questa storia, che si sono ritrovate economicamente colpite dalla crisi Covid. La storia di Francesca è infatti comune a molte sue colleghe, chi ne ha la proprietà o chi gestisce centri estetici. Da mesi si ritrovano con l’acqua alla gola, in mezzo ad enormi difficoltà.

Francesca, la protagonista di questa storia, vive quello di non essere iscritta a enti bilaterali. “Per questo motivo, come mi ha spiegato il mio consulente del lavoro non abbiamo diritto alla cassa integrazione. Solo a maggio, dopo vari richieste e sollecitazioni, abbiamo avuto il responso venendo a sapere che il nostro ente di riferimento non è l’Inps, ma l’FSBA (Fondo di solidarietà bilaterale per l’artigianato). Di conseguenza non abbiamo diritto a nessun tipo di ammortizzatori sociali“.

Ma intanto, Francesca continua a pagare le tasse, “Inclusi i contributi alle mie dipendenti” ma, sottolinea “il danno che la pandemia ha causato al nostro settore è enorme. Senza tener conto che, con la chiusura, si fomenta il lavoro nero e l’abusivismo della professione. Finora ho pagato io le mie collaboratrici, perché era stato negato loro il diritto alla Cig, ma ora non sono più in grado di andare avanti. Come faremo a resistere, chiedo alle istituzioni?“.

“Mi farò promotrice di un comitato che tuteli i nostri diritti calpestati” conclude Francesca.

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