Etruschi: il popolo misterioso adoratore di demoni (buoni)

Etruschi: ascesa e caduta del misterioso popolo italico. L'immagine dell'aldilà e la composizione delle sepolture.

Gli etruschi, un popolo tanto misterioso e affascinante quanto ricco e felice. Tale civiltà italica aveva una grande considerazione dell’aldilà, popolato, secondo la loro immaginazione, da demoni buoni che adoravano e raffiguravano all’interno delle loro sepolture. Gli etruschi meditavano l’oltretomba come un luogo altrettanto florido e felice. Tuttavia, come esiste un’origine e un’ascesa, anche per questa civiltà giunse il tempo della caduta. In quel momento anche l’idea dell’aldilà cambiò, divenendo un luogo più tetro e simile a quello immaginato dagli antichi romani.

Etruschi: le tombe di Sovana

Scilla era un mostro marino biforme: una donna, dalla vita in su, avente la parte inferiore del corpo a forma di pesce con due code. Un demone buono che, secondo la tradizione etrusca, trasportava gentilmente sul suo dorso i defunti verso l’aldilà. Le anime, in seguito, venivano accolte da un altro demone, Vanth, una creatura alata, che orientava le anime nel buio tramite una fiaccola. La Tomba dei Demoni alati si trova presso la necropoli di Sovana, in provincia di Grosseto. Un tumulo che attira l’attenzione di turisti e archeologi per le rappresentazioni scultoree qui presenti, tra statue di leoni a guardia della tomba.

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Tali figure leonine erano potenti talismani, caricati di mana dai sacerdoti. Tuttavia, la Tomba dei Demoni Alati è solamente una delle decine di tombe maestose innalzate dalla civiltà etrusca. Ne sono state scoperte altre (disponibili a visite turistiche), che non hanno nulla da invidiare alla bellezza artistica del precitato edifico funerario. Anche se forse poco conosciuta, Sovana è una delle più grandi necropoli etrusche. Una vera e propria cittadella con tanto di strade e viuzze, sorgente su una collina e costruita dinanzi a una città dei vivi, divisa da essa da un torrente.

Sovana è sicuramente il luogo ideale per assaporare la civiltà etrusca in tutta la sua purezza, prima dell’arrivo dei romani e delle cose cattive che proferirono i greci nei confronti di tale popolo. La popolazione ellenica era del resto troppo “patriarcale” per poter accettare le usanze degli etruschi, presso i quali la donna era straordinariamente emancipata per l’epoca. Tre elementi principali caratterizzavano la civiltà di cui stiamo parlando: le tecniche agricole avanzate, le abilità marinare e il pensiero magico.

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Etruschi: costruttori di città e grandi agricoltori

Primi attori della globalizzazione, commercianti, agricoltori e promotori dell’urbanizzazione. Questo e altro furono gli etruschi. Bravissimi marinai, riuscirono a divenire, inoltre, i padroni assoluti del Mediterraneo. La loro vita era così piena di soddisfazioni, che anche il concetto di morte aveva per loro una valenza positiva. Le precitate necropoli sono una prova che dimostrano la veridicità delle nostre affermazioni. Come informa Elementari.net, le necropoli erano vere e proprie cittadelle dedicate ai defunti. Attraverso il loro studio conosciamo molti aspetti di tale popolo.

Necropoli: le città dei morti

L’archeologa Elisabetta Santarelli, riferendosi a Sovana, ha affermato, tramite alcune dichiarazioni riportate da Focus: “Se le necropoli erano concepite come città dei defunti, le tombe erano le loro case, dove i corredi garantivano i comfort nella vita ultraterrena. Un concetto mutuato dagli egizi con i quali gli etruschi commerciavano”. Anche nel periodo villanoviano, epoca in cui si attuava la cremazione dei defunti, era presente il concetto della tomba come dimora del defunto. Santarelli ha spiegato: “Le urne cinerarie erano fatte “a capanna” partendo dal principio che non importava il corpo perché a sopravvivere era l’anima”.

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Le tombe di Tarquinia

Tombe monumentali riservate ai principi e tombe a dado riservate alle persone di più basso lignaggio. Una vera e propria struttura gerarchica per i tumuli, come se fossimo all’interno di una città con le proprie classi sociali. Qui l’ambiente domestico era ricreato scavandone le forme nel tufo. Celebre città degli etruschi fu però anche Tarquinia, sita in provincia di Viterbo. Qui le tombe erano scavate all’interno di una roccia molto resistente. I disegni e i coloro caratterizzano, in questo caso, gli ambienti.

Soffitti (a cassettoni o travati), colonne, mobili, tende e porte. Qui il defunto è sovente ritratto con in mano un uovo, simbolo di rinascita dopo la morte. A fare da guardia alle tombe alcune figure di felini originari dell’Africa. Elisabetta Santarelli ha fatto notare al riguardo: “La presenza dei delfini che si tuffano nel mare simboleggia, invece, l’entrata in una nuova dimensione dove non c’è più la necessità di respirare, ma non si rinuncia ai piaceri e alla quotidianità” e inoltre: “Tutti i personaggi sono disegnati di profilo, gli uomini appaiono scuri e le donne di colore niveo, proprio come nell’antico Egitto”.

Parità di genere

A differenza della maggior parte delle civiltà loro contemporanee, gli etruschi davano grande considerazione alla donna. In molte tombe sono raffigurati personaggi femminili che partecipano a giochi, banchetti e altri eventi collettivi. Elisabetta Santarelli ha precisato: “Gli etruschi mantenevano il nome gentilizio della madre accanto a quello del padre. Contrariamente  alle donne romane, chiamate solo con la gens di appartenenza, ovvero della famiglia – come per Tullia prima e Tullia seconda oppure Iulia maggiore e Iulia minore“.

E poi ancora: “Le donne etrusche avevano invece un nome proprio – Velelia, Ramutha, Thania, Larthia; erano titolari di attività commerciali, probabilmente viaggiavano e si muovevano in autonomia, assistevano ai giochi sportivi e ai banchetti; accedevano a cariche sacerdotali e forse erano anche magistrati. Fatto davvero singolare nelle antiche civiltà”. Come precisa il portale Finestre sull’arte, le donne etrusche possedevano, inoltre, oggetti personali ed erano in grado di leggere.

La caduta

La situazione degli etruschi si fece più complessa a partire dal 474 a.C. quando furono sconfitti a Cuma per mano della flotta di Siracusa. Questo evento tolse a tale popolo il monopolio del Mediterraneo, intaccando in maniera importante il business commerciale di tale civiltà. Tale crisi andò a influenzare anche la concezione dell’aldilà divenendo una sorta di Purgatorio verso una fine ignota. La gentile sirena Scilla scomparve per far posto a Charun, severo traghettatore dei defunti che piantava loro in fronte un chiodo per far uscire l’anima dal corpo. Scomparve anche Vanth, sostituito dall’ “irritante” Tuchulca, che bastonava la povera anima, spurgandola, con un falcetto, di tutti i suoi peccati.