Facebook ha trascritto le vostre conversazioni

Facebook, avrebbe pagato degli appaltatori esterni per ascoltare s trascrivere dei file audio che gli utenti si scambiano in chat

Facebook, è finito nell’occhio del ciclone perché avrebbe trascritto le chat audio che gli utenti si scambiavano su Messenger.

Secondo quanto riportato dal Sito Bloomger, il Social Network avrebbe pagato degli appaltatori esterni. Il cui compito, era quello di ascoltare e di prendere nota dei file audio.

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Facebook: La trascrizione delle conversazioni

Da quello che si è potuto apprendere, Facebook non avrebbe dato nessuna spiegazione ai propri dipendenti. Questo vuol dire, che svolgevano il loro lavoro senza sapere la provenienza degli audio né lo scopo delle trascrizioni.

Per mettere in atto questo pratica, il famoso Social Network si è rivolto all’azienda californiana Task Us. Ovvero, una società il cui compito è quello di revisionare i contenuti postati per assicurarsi che gli utenti non violino la policy.

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Quindi, la stessa Facebook ha tenuto a precisare che le trascrizioni delle note audio non erano un tentativo di spiare gli utenti. Ma, semplicemente una verifica sull’Intellegenza Artificiale. Ovvero, un modo per assicurarsi che essa comprenda davvero i messaggi.

Non è la prima volta che il Social finisce sotto accusa

Era già successo in passato, che contro Facebook venisse puntato il dito con l’accusa di raccogliere i file audio. Ovvero, gli si imputava di utilizzare i dati degli utenti per mostrare le pubblicità e i contenuti sulle loro bacheche.

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Ovviamente, il Social ha sempre fortemente negato che una cosa del genere accadesse davvero. Tanto è vero, che nel 2018 lo stesso Mark Zuckerberg  è intervenuto personalmente sulla questione. E, durante un confronto con un Senatore, prendendo le difese dell’azienda di sua proprietà ha dichiarato:

Lei sta parlando di questa teoria della cospirazione. Che noi ascoltiamo quello che passa per il microfono degli utenti e lo usiamo per la pubblicità. Non lo facciamo

Infatti, Facebook ha sempre sostenuto è lo stesso utente che deve dare il consenso per accedere al microfono. Perché, diversamente non potrebbe utilizzare quelle specifiche funzionalità come le registrazioni o l’invio di note audio.

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