Facebook non riesce a moderare a causa delle barriere linguistiche

Alcune lingue rendono difficile la moderazione e il riconoscimento di contenuti dannosi da parte degli algoritmi

Facebook non riesce a moderare alcuni contenuti a causa delle barriere lingustiche: sono gli stessi ricercatori di Facebook ad avere ripetutamente avvertito che la società sembra mal equipaggiata per affrontare questioni come l’incitamento all’odio e la disinformazione in lingue diverse dall’inglese, rendendo potenzialmente gli utenti in alcuni dei paesi politicamente più instabili più vulnerabili alla violenza del mondo reale.

I documenti visionati in esclusiva da CNN ed altre 17 organizzazioni giornalistiche, fanno parte delle divulgazioni fatte alla Securities and Exchange Commission e fornite al Congresso in forma redatta dall’informatore di Facebook Frances Haugen, consulente legale.

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Molti dei paesi a cui Facebook si riferisce come “a rischio” parlano più lingue e dialetti, tra cui India, Pakistan, Etiopia e Iraq. Ma i team di moderazione di Facebook sono spesso attrezzati per gestire solo alcune di queste lingue e una grande quantità di incitamento all’odio e disinformazione continua a sfuggire, secondo i documenti, alcuni dei quali sono stati scritti di recente quest’anno.

Mentre le piattaforme di Facebook supportano più di 100 lingue diverse a livello globale, i suoi team di moderazione dei contenuti globali non lo fanno. Un portavoce dell’azienda ha dichiarato a CNN Business che i suoi team sono composti da “15.000 persone che esaminano i contenuti in più di 70 lingue che lavorano in più di 20 località” in tutto il mondo. Anche nelle lingue che supporta, i documenti mostrano diverse carenze nel rilevare e mitigare i contenuti dannosi sulla piattaforma.

Francesca Angelica Ereddia
Francesca Angelica Ereddia
Classe 1990, Laureata in Giurisprudenza, siciliana, una passione per la scrittura, la musica e l'arte. Per aspera ad astra, dicevano. Io, nel frattempo, continuo a guardare le stelle.