Facebook dice stop alla misura che ha garantito finora ai politici una “protezione” delle regole contro il linguaggio d’odio della piattaforma.
Da ieri infatti, secondo quanto anticipato da fonti di Facebook, il valore giornalistico del contenuto non sarà più un fattore per proteggere eventuali interventi politici veicolanti messaggi d’odio. Dal 2016, infatti, Facebook prestava attenzione al valore giornalistico dei post di politici, ovvero un bilanciamento tra la “notiziabilità” dei contenuti e la possibilità di fare danno.
La decisione fa parte di una serie di misure che Facebook adotterà in risposta a seguito delle raccomandazioni dell’ Oversight Board, l’organismo di controllo indipendente della piattaforma.
Il Board, infatti, ha imposto a Facebook di prevedere che «le stesse regole devono essere applicate a tutti gli utenti», politici compresi.
Negli scorsi anni Facebook, aveva previsto questa clausola ai tempi della prima campagna di Trump, che riempiva i social di attacchi ai migranti ed invocava il musilm ban, ed era stato duramente criticato per essere stato troppo permissivo con l’ex presidente.











