Fedez e Elon Musk progetti in comune? Il rapper contattato dal miliardario

Fedez e Elon Musk progetti in comune? Il rapper contattato dal miliardario: la risposta del cantante

Fedez ha rivelato durante l’ultima puntata di Muschio Selvaggio, il podcast che conduce con Luis Sal molto seguito in rete, di essere stato ad un passo dal condividere alcuni progetti con Elon Musk. Il noto miliardario lo avrebbe contattato, seppure in modo indiretto, durante la pandemia per proporgli di donare dei respiratori per le strutture sanitarie.

Il rapper ha rivelato, dopo aver parlato del proprietario di Tesla non in modo del tutto positivo, d’aver avuto contatti con la moglie del fratello del magnate. La donna desiderava avere alcune informazione sull’Italia, stava valutando quale paese era maggiormente meritevole e necessitava di aiuti. Fedez si è anche chiesto come mai ha contatto lui e non l’apposito ministero degli Esteri:

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Sono arrivato a tanto così da avere un rapporto con Elon Musk. Durante la pandemia, sono stato contattato dalla moglie del fratello. Perché anche il fratello è ricchissimo, ma ha catene di fast food o ristoranti, sta più nel mondo della ristorazione.

Fedez ha poi precisato quali erano le reali intenzione di Musk e dei suoi famiglia: “E loro volevano donare, cioè Elon Musk voleva donare dei respiratori durante la pandemia, delle macchine, dei macchinari, e aveva mandato in esplorazione il fratello con sua moglie per vedere quale paese era più meritevole o aveva più bisogno. E invece che contattare il Ministro degli Esteri italiano hanno contattato noi.”

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Fedez: “Ho rifiutato il progetto di Elon Musk

Fedez non ha capito ancora come mai Elon Musk ha fatto riferimento a lui e alla moglie Chiara Ferragni, probabilmente perché durante la pandemia si sono mostrati attivi a livello umanitario e i loro nome è echeggiato anche a livello internazionale.

Tuttavia alla fine il rapper ha deciso di rifiutare il progetto e cederlo all’autorità competenti: “Mi hanno mandato dei questionari da far compilare agli ospedali. Io ci ho provato, ma ad un certo punto ho chiamato il Ministro degli Esteri e gli ho detto, zio, fai il tuo lavoro. Ovviamente i respiratori non ce li hanno mai dati, non sono mai arrivati.”