Economia

Finanziaria 2023, Confimprese: “Sbagliato, così le bollette aumenteranno”

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Tutto sbagliato, tutto da rifare. Non le manda a dire Giovanni Felice, di Confimprese Italia: “Le misure adottate nella legge di bilancio per il contrasto al ‘caro energia’ faranno levitare ancora di più le bollette. Ecco la nostra proposta: prezzo bloccato a 0,25 €/kW, inclusi gli oneri di servizio”.

Poco coraggioso, quindi, secondo Felice, l’intervento varato dal governo per arginare gli effetti del ‘caro bollette’. Ma le critiche non si fermano :“Vanno previsti interventi a favore delle imprese, per pagare le fatture già maturate”. E il credito d’imposta? “Un ulteriore regalo alle aziende produttrici. – risponde secco Felice – Bisogna intervenire per evitare prossimi aumenti speculativi”.

Prezzo bloccato a 0,25 €/kWh: “Proveremo a far inserire la proposta negli emendamenti”

La proposta alternativa è già sulle scrivanie di Palazzo Chigi e delle Commissioni parlamentari, quelle che si occuperanno di stilare gli emendamenti, pronti a fioccare sulla Legge Finanziaria, attesa in aula per il 20 dicembre.

Fino ad oggi, la prospettiva nella quale si sono mossi i Governi Draghi, prima, e Meloni, ora, è stata quella di intervenire sul prezzo finale dell’energia e non sul prezzo all’ingrosso. Però bisogna considerare che l’energia è un SIEG (Servizio di Interesse Economico Generale, ndr) e, come tale, va trattato”.

Cosa significa SIEG

I Servizi d’Interesse Economico Generale –  SIEG, appunto designano le attività commerciali che assolvono missioni d’interesse generale e sono soggetti a obblighi di servizio pubblico, pur se resi da operatori del settore privato. Nella categoria, rientrano i servizi di trasporto, energia, comunicazione ed i servizi postali.

Secondo il punto di vista di Confimprese, per l’energia dovrebbe accadere quel che succede con il trasporto pubblico  “che in molte tratte è un servizio in perdita – spiega Felice – In questo caso interviene lo Stato per coprire il disavanzo” .

“Lo Stato deve vigilare sul mercato ed intervenire se necessario”

Oltre a ripianare il deficit, le finanze pubbliche devono anche garantire un utile proporzionale ai capitali  investiti dal soggetto privato: “L’energia Elettrica, come il servizio dei trasporti – spiega Felice – non è un prodotto qualsiasi, che può essere lasciato al libero mercato, ma rientra tra quei servizi essenziali e necessari al mantenimento della coesione sociale nazionale”. E questi principi trovano condivisione e sostegno anche tra le politiche comunitarie, pur con gli ovvi ‘distinguo’. ”Certo – conclude in vicepresidente di Confimprese – ma questa è la considerazione che giustifica l’intervento statale, così come avvenuto in altri stati europei”.

GME e PUN: due sigle da conoscere per capire come nasce il prezzo in bolletta

Ma le obiezioni entrano ancora più nello specifico ed aggrediscono il nodo della questione: ovvero la costruzione del prezzo dell’energia.

GME è l’acronimo di Gestore dei Mercati Energetici, ovvero la società italiana che si occupa di gestire ed organizzare il Mercato della Luce, del Gas e dell’Ambiente, e che fa riferimento al ministero del Tesoro. Di solito, è associato alla Borsa Elettrica, la piazza di scambio dove viene fissato il Prezzo Unico Nazionale (PUN, ndr), che varia di ora in ora.

Insomma, Gme è la piattaforma finanziaria della Borsa dove, con le contrattazioni, si arriva a stabilire il Prezzo Unico Nazionale, in continua mobilità. Esiste addirittura una app, lanciata dal Gestore dei Mercati Energetici, per monitorare, sul proprio smartphone, le informazioni più rilevanti inerenti ai mercati del gas e della energia elettrica.

“E’ rischioso lasciare il mercato in balia di pochi operatori

“In un mercato come quello italiano, composto da pochissimi attori, sottolinea ancora Felice – può succedere che nascano intese, più o meno manifeste, che finiscono per orientare il mercato stesso”.

Il ‘J’accuse’ di Giovanni Felice sembra dipingere un fenomeno ben preciso: quel che si chiama ‘fare cartello’.

“Io non dico questo, non lo voglio neanche supporre. E’ una pratica illegale e, certo, non spetta a me fare queste affermazioni o indagare. Ma mi piacerebbe – precisa Felice – che si accendesse una luce per vedere chiaramente cosa sia successo al prezzo dell’energia in questo ultimo anno.

“La richiesta di chiarezza al Garante è rimasta lettera morta”

Noi di Confimprese  – prosegue – abbiamo chiesto al Garante della Concorrenza di  indagare su alcune stranezze che ci hanno colpito. Sono relative all’andamento dei prezzi, ed è bizzarra l’ uniformità con la quale tutte le aziende produttrici vi si siano adeguate in tempi record. Non fosse altro, almeno per essere rassicurati sul fatto che non ci siano state speculazioni. Si tratta della vita di milioni di persone e di aziende, messe in ginocchio da aumenti tanto incomprensibili, quanto inarrestabili”.

GEM: dal 2004 consumi costanti. Nel 2008 € 0,087/KWh

In effetti, leggendo i dati GEM dal 2004, si nota che la richiesta di energia è sempre stata piuttosto costante negli anni e che il picco massimo del prezzo risale al 2008, con € 86,99 per MWh (Megawattora,ndr),  corrispondenti a € 0,08699 per kWh (Kilowattora, ndr), arrotondato a € 0,087.

Nel 2020 il prezzo più basso, poi inizia la corsa al rialzo

Il punto più basso del costo dell’energia, sempre secondo i dati diffusi da GEM (consultabili on line all’indirizzo https://www.mercatoelettrico.org/It/Statistiche/ME/DatiSintesi.aspx), si è toccato nello scorso 2020: € 38,92  al MWh (€ 0,03892 per kWh, arrotondato a € 0,039).

GME Statistiche dati di sintesi MPE MGPdettaglio 2020

Dicembre 2021: + 500% rispetto a dicembre 2020

Nel mese di dicembre 2020 il prezzo medio registrato per MWh è € 54,04. Dal gennaio 2021 incomincia la corsa al rialzo e, a dicembre 2021 il valore arriva a 281,24 €/MWh: un aumento del 500% a fronte di un aumento dei volumi assorbiti appena superiore al 3,5%, misurato nello stesso periodo.

GME Statistiche dati di sintesi MPE MGPdettaglio 2021

I prezzi in aumentati fino ad agosto. Ma ad ottobre 2022 c’è il crollo.

La corsa sfrenata del prezzo dell’energia continua fino alla fine di febbraio 2022, quando esplode la crisi Ucraina: secondo i dati GME, a gennaio 2022 il prezzo medio è di €224,50/MWh e, tra impennate violente e leggerissime flessioni, si arriva ad agosto, momento in cui si raggiunge la cifra folle di € 543,15 per MWh, ovvero di € 0,543 kWh.

Poi il crollo dello scorso ottobre, dove si passa da € 0,43 a € 0,211 per kWh in un solo mese.

“Già, il crollo arriva dopo che a Bruxelles si parla di politiche di contenimento. Questi numeri sono pubblicamente consultabili, non c’è nulla di misterioso – ribadisce Giovanni Felice – ma noi di Confimprese proprio non riusciamo a capire come mai queste anomalie non siano oggetto di analisi e di discussione nelle sedi opportune. E, se è stato fatto, certo non ne è stata data alcuna informazione. E questo ci preoccupa ancora di più. Nessuno ha risposto alle nostre domande. Ma una cosa è certa: – conclude Felice- se si vuole davvero contrastare il caro-energia, bisogna bloccare il prezzo, includendovi anche gli oneri di servizio, altrimenti continueremo ad essere vittima degli speculatori che si sono arricchiti sulle spalle di milioni di italiani e delle loro imprese”.

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