Fineco Bank: addio conto corrente gratuito. Quanto costerà il canone?

Fineco Bank introduce il canone a pagamento e non più a costo zero per le rinnovate esigenze di mercato.

Fineco Bank: addio conto corrente gratuito. Quanto costerà il canone?
Foto Pixabay spesa conto corrente

Fineco Bank: addio al conto corrente gratuito con una modifica unilaterale ma quanto costerà il canone lo vediamo subito.

Fineco Bank: addio conto corrente gratuito. Quanto costerà il canone? Ecco la tariffa

Fineco Bank da l’addio al conto corrente gratuito, il canone sarà a pagamento e costerà secondo le strategie della banca votata al fintech per la fornitura di prodotti e servizi finanziari con le tecnologie più avanzate, in funzione delle nuove esigenze del mercato.

A dire il vero, oltre un milione e trecentomila clienti  Fineco possono contare su un personal financial Advisor a domicilio o nei 400 Fineco Center italiani, ma alcuni correntisti dovranno pagare un canone mensile che passa da 0 a 3,95 euro a partire dal 1 febbraio 2020.

Per diminuire la spesa, il correntista Fineco potrà, in ogni caso, ridurre il costo mensile fino ad azzerarlo con l’aiuto dei bonus che la banca concede alle seguenti condizioni:

  • 1 euro di bonus in caso di accredito stipendio o pensione
  • 1 euro di bonus ogni 10.000 euro di investimenti in portafoglio
  • 1 euro di bonus ogni 20.000 euro di risparmio amministrato
  • 1 euro di bonus per addebito rata prestito Fineco
  • 1 euro di bonus per ogni ordine trading eseguito nel mese
  • 1 euro di bonus per fondo pensione valorizzato
  • 1 euro di bonus per addebito premio polizza salute
  • 3,95 euro di bonus con il servizio di consulenza Plus o Advice valorizzato
  • 3,95 euro di bonus acquisendo lo status di cliente Private
  • 3,95 euro di bonus per addebito rata Mutuo Fineco
  • 3,95 euro di bonus con Credit Lombard utilizzato
  • I conti intestati ai giovani fino a 28 anni godono di uno sconto di 3,95 euro.

Fineco Bank: addio conto corrente gratuito. Quanto costerà il canone? Le clausole aggiuntive

In ogni modo, bisogna fare attenzione alle clausole che la banca ha stabilito.

1 euro di bonus scatta infatti solo una volta per ogni operazione. In altre parole, se si ricevono due accrediti di stipendio nello stesso mese, questi generano un unico bonus e non due.

Tuttavia, non mancano le eccezioni che riguardano i bonus cumulabili per investimenti in portafoglio, per risparmio amministrato e per ordini trading. In ogni caso, il bonus massimo cumulabile è di 3,95 euro al mese.

L’addebito del canone e il contestuale accredito del bonus maturato avverrà alla fine di ogni mese solare a partire dal 1° Febbraio 2020.

Non dimentichiamo inoltre che i conti aperti prima del 1° ottobre 2019 con canone mensile di 0 euro subiranno la modifica unilaterale.

Al contrario, tutti i conti aperti nel periodo dal 1° ottobre 2019 al 31 gennaio 2020 saranno gratuiti per tutto il 2020.

Mancato rispetto delle condizioni previste per i bonus e dinamica dei rimborsi

Mancato rispetto: occhio alla penna, perché le condizioni per accedere ai bonus sono precise ed è meglio osservarle, altrimenti si rischia un aumento di 47,40 euro all’anno, rispetto alle condizioni precedenti che non prevedevano ancora i costi mensili per il conto corrente Fineco.

I rimborsi maturati dai prodotti di risparmio gestito sono di sicuro accreditati sul conto corrente del titolare, se è intestato a un singolo cliente, ma se ci sono più conti cointestati, il rimborso si accredita sul primo conto aperto in ordine cronologico.

Può capitare inoltre che i prodotti di risparmio gestito siano cointestati ma il conto corrente Fineco non sia intestato a entrambi i titolari bensì a uno solo, perché sono stati aperti conti separati.

In questo caso, il rimborso si effettua sul primo conto aperto in ordine cronologico da almeno uno dei titolari di prodotti di risparmio gestito, proprio perché si tratta di conti correnti monointestati e non cointestati.

Ovviamente, se i titolari dei prodotti di risparmio gestito hanno un conto Fineco cointestato, tutto è ancora più semplice, perché il rimborso si accredita sul conto corrente dei cointestatari.

La spiegazione di Fineco Bank per il canone a pagamento

Fineco Bank, non appartiene più al Gruppo UniCredit, e spiega l’introduzione del canone a pagamento per la semplice ragione che i cambiamenti del mercato impongono questa nuova strategia.

In pratica, le condizioni sono cambiate in modo sostanziale negli ultimi anni e hanno messo in crisi l’equilibrio che esisteva in precedenza tra il costo sostenuto dalla banca per il servizio offerto e le condizioni economiche applicate ai conti correnti.

I due fattori che, secondo Fineco, hanno maggiormente influito sono: “la riduzione dei tassi d’interesse di mercato in un quadro di perdurante debolezza dell’economia (specie a livello europeo) e gli oneri incrementali connessi alla normativa in tema di tutela dei depositanti“.

Il diritto di recesso

Qualora il correntista Fineco Bank non approvasse la proposta di modifica unilaterale del proprio contratto, potrà esercitare il diritto di recesso senza spese, entro la data di decorrenza delle modifiche proposte, cioè 1° febbraio 2020.

In sede di liquidazione del rapporto avrà diritto, come conseguenza, all’applicazione delle condizioni previste dal precedente contratto.

In caso di mancato recesso, saranno approvate ovviamente le condizioni economiche in vigore dal 1° Febbraio 2020.

Internet banking e telefonia mobile

Questa, si sa, è l’era della tecnologia e, come risultato di quest’evoluzione, molti clienti smanettano ormai sufficientemente bene su computer e smartphone da operare on line a livello bancario con crescente frequenza.

Una spada di Damocle sempre pendente riguarda però le modifiche unilaterali degli operatori di telefonia mobile che dobbiamo tenere d’occhio al pari delle nuove condizioni stabilite, di volta in volta, del sistema bancario e postale.

Le rimodulazioni tariffarie dei vari operatori telefonici, del resto, non sono una novità e gli operatori principali come Tim, Vodafone, Wind Tre, PosteMobile e Iliad hanno puntato su tariffe aggressive.

Gli utenti devono comunque prestare attenzione se il rapporto tra servizio e costi è più o meno favorevole rispetto al passato.

Le esigenze della clientela e la risposta degli operatori telefonici

Visto che siamo in mercato libero, si può cambiare gestore ma c’è il rischio di incappare in spese aggiuntive, compresi il costo di nuova Sim e le spese di attivazione.

Da parte loro, i gestori di telefonia mobile fanno notare che, negli ultimi anni, le richieste degli utenti di nuovi servizi hanno fatto aumentare le spese per investimento, in particolare quelle dedicate allo sviluppo della tecnologia 5G.

In considerazione di ciò, gli operatori puntano ultimamente a un abbassamento delle vecchie tariffe per 12 mesi, per poi stabilizzare la cifra a mezza strada tra il costo vecchio e quello nuovo, mantenendolo costante per fidelizzare la clientela.

Gli utenti sperano nel costo fisso “per sempre“, tuttavia, sono proprio loro a gestire un flusso dati sempre maggiore.

Non a caso, l’operatività è decuplicata negli ultimi due anni, passando da 5 a 50 GB di utilizzo medio mensile, grazie anche all’incremento delle operazioni bancarie on line.


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